5G: finite le selezioni. Si parte!

5GjpgIl 14 settembre 2016 la Commissione europea ha diffuso la Comunicazione “5G for Europe: an Action Plan” con la quale ha tracciato la roadmap europea per lo sviluppo del 5G promuovendo trials preliminari dal 2017 e trials commerciali di dimensione multi-nazionale a partire dal 2018 ed incoraggiando gli Stati membri ad identificare almeno una città “5G enabled” alla fine del 2020.

Tutti gli  Stati europei stanno intraprendendo iniziative per cercare di giocare un ruolo da protagonisti nello sviluppo di tale nuovo rivoluzionario standard tecnologico, compresa l’Italia dove nel marzo 2017 il Ministero dello Sviluppo economico ha pubblicato l’avviso con il quale si richiede la presentazione di proposte progettuali preliminari finalizzate a realizzare, a seguito di specifica autorizzazione ministeriale, sperimentazioni pre-commerciali per reti e servizi innovativi 5G nella porzione di spettro 3.6 – 3.8 GHz. Tale sperimentazione interesserà 5 città italiane ed in particolare, l’area metropolitana di Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera, luoghi nei quali si persegue la finalità di sperimentare la rete 5G non solo da un punto di vista infrastrutturale, ma anche con riguardo ai servizi. In tale prospettiva, il bando non è rivolto solo agli operatori che dispongono dell’autorizzazione per la fornitura di reti e servizi di comunicazione elettronica (o che si impegnino, nella domanda di partecipazione, a conseguirla prima del rilascio dell’autorizzazione provvisoria alla sperimentazione), ma anche a diverse tipologie di soggetti – che possono consociarsi in varie forme di aggregazione e partenariato – quali università, enti di ricerca, imprese con competenze nei servizi di comunicazione elettronica, pubbliche amministrazioni e associazioni di categorie (le ultime due purché in forma minoritaria) a patto che il soggetto capofila sia però un operatore di comunicazione. Si tratta di un bando ambizioso che prevedendo sperimentazioni in ben 5 città – e dunque andando ben oltre le indicazioni fornite dalla Commissione che riteneva sufficiente l’individuazione anche di una sola città – rivela l’intenzione delle Autorità politiche italiane di far giocare all’Italia un ruolo da assoluta protagonista nello sviluppo del 5G in Europa. Le aree sono state selezionate sulla base di criteri quali la distribuzione geografica, la disponibilità di una quantità di spettro fino a 100 MHz contigui nella banda 3,7-3,8 e la capillarità di connettività ultraveloce. Alla data di scadenza del bando, fissata per il 12 giugno 2017, sono state presentate 7 proposte progettuali: due candidature per l’Area 1 (Milano) e per l’Area 3 (Bari e Matera) e tre per l’Area 2 .

Il Ministero ha pubblicato i risultati della gara indetta per l’avvio delle sperimentazioni 5G in Italia e la città più ambita, Milano, se l’è aggiudicata Vodafone, con un punteggio di 92 su 100. A Prato e L’Aquila sono invece risultativincitori WindTre e Open Fiber, mentre Bari e Matera spetteranno a TIM, Fastweb e Huawei. I vincitori delle gare nelle rispettive città dovranno inviare al Ministero, entro il 19 settembre, il progetto definitivo per la sperimentazione.

Inizia dunque l’avventura del 5G in Italia. Sarà sicuramente un percorso non privo di difficoltà; probabilmente non mancheranno conflitti ed ostacoli alla liberazione delle frequenze destinate al 5G, non mancheranno le opposizioni di quanti – legittimamente – cercheranno di difendere il proprio business e le frequenze ricevute in passato ma il percorso è tracciato e sembra destinato a vedere un’Italia protagonista nello sviluppo del 5G, la tecnologia che consentirà di cogliere nuove opportunità di sviluppo e di abilitare numerosissimi servizi digitali innovativi.

La sperimentazione non riguarderà soltanto le suddette 5 città, ma anche Torino entrerà a far parte di un progetto di sperimentazione paneuropea sotto la supervisione di TIM, che guiderà l’approdo del 5G anche a San Marino, la piccola repubblica indipendente che potrebbe acquisire il primato di primo Stato europeo coperto dal 5G.

Non c’è dubbio che la rivoluzione è partita, sarà una strada lunga e difficile da percorrere ma tutto fa pensare che la fermezza e la chiarezza dei piani del Governo da un lato e lo straordinario impegno delle imprese a tutti i livelli coinvolte nello sviluppo del 5G dall’altro, saranno la chiave per far tornare grande l’Italia nello sviluppo delle reti mobili.

Informazioni sull'Autore

Silvia COMPAGNUCCI

Laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Tor Vergata nel 2006 ha partecipato, nel 2009, al master di II Livello in “Antitrust e Regolazione dei Mercati” presso la facoltà di Economia della medesima università conseguendo il relativo titolo nel 2010, anno in cui ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione forense.

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