Crisi e fattori di crescita del settore delle comunicazioni elettroniche

Analisi
Angelo CASTALDO, Elisabetta CONTE

La recente crisi economico-finanziaria non ha ancora investito totalmente il settore delle comunicazioni elettroniche. Tuttavia, l’onda lunga sugli operatori dovrebbe abbattersi più consistentemente nella seconda metà del 2009. Nel settore delle TLC la crisi s’innesta in un contesto caratterizzato da un trend di decrescita per il settore della telefonia fissa e da un forte rallentamento nei tassi di crescita del mercato della telefonia mobile. Rispetto alla propensione di spesa del consumatore, quindi, la crisi non ha modificato ma solo accentuato il trend negativo. A fronte di un simile quadro, gli strumenti a disposizione dello Stato sono raggruppabili in due grandi categorie: quella degli strumenti di sostegno alla domanda (e quindi alle famiglie, con politiche di sostegno al reddito) e quella degli strumenti di sostegno all’offerta (e quindi alle imprese, con politiche di sostegno allo sviluppo industriale). Tuttavia, entrambi gli strumenti sono distorsivi, il che fa sì che lo Stato si trovi, al momento di compiere la scelta tra le diverse politiche, davanti al classico trade off tra efficienza ed equità. Probabilmente, a fronte di grossi fallimenti del mercato, che sono quelli verificatisi sul fronte finanziario, e che stanno avendo dei riflessi sull’economia reale, un giusto mix tra le diverse politiche è la strategia più idonea da seguire. Il presente contributo mira a chiarire i diversi segmenti della filiera rispetto ai quali lo Stato dovrebbe propendere per un approccio “garantista” o “interventista”.