Accesso ai farmaci nelle regioni italiane: analisi dei prontuari terapeutici territoriali

Policy paper
Davide INTEGLIA

L’accesso ai nuovi farmaci è una questione fondamentale per il rispetto dei principi di uniformità e universalità delle cure erogate dal Servizio Sanitario Nazionale. I cittadini italiani hanno diritto ad accedere nello stesso tempo alle stesse cure rimborsate dal SSN, sulla base ovviamente delle indicazioni terapeutiche del medico prescrittore, alle quali il paziente deve aderire. Nonostante il rapporto di agenzia tipico tra medico e paziente imponga a quest’ultimo di rispettare le scelte del suo principale (medico), il fenomeno della disparità nell’accesso ai farmaci per via della presenza di Prontuari Regionali vincolanti, può impedire allo stesso principale di prescrivere i trattamenti da lui giudicati più idonei. Infatti, se un medico intende prescrivere un farmaco non inserito nel Prontuario Regionale, ha due opzioni: avviare la procedura per il recepimento se il farmaco non è stato ancora valutato dalla Regione, o non prescrivere il farmaco qualora la Regione lo abbia già valutato motivando la sua contrarietà. Da fonti aziendali si riscontra che il tempo medio di inserimento nel Prontuario Farmaceutico Nazionale di farmaci per cui è stato richiesto il rilascio AIC con procedura centralizzata rimane sostanzialmente di 226 giorni, come riscontrato dal Quaderno CERM 2009, e allo stesso modo si assiste tutt’ora una forte variabilità dei tempi di accesso nelle Regioni italiane, per le quali ai 226 giorni se ne aggiungono in media altri 200, superando dunque un anno per il recepimento dei farmaci nei Prontuari Regionali da dopo il rilascio AIC da parte dell’EMA. Seppur in presenza di un quadro ancora poco chiaro in riferimento ai nuovi criteri di valutazione dell’innovatività del farmaco, è innegabile che il nuovo Accordo della Conferenza Stato Regioni che prevede l’automatico recepimento dei farmaci dichiarati come innovativi dall’AIFA in tutti gli ospedali italiani, supera il problema dell’uniformità dell’accesso all’innovazione terapeutica. Ma è altrettanto innegabile che spetterà ora alle Regioni trovare quei margini di azione, previsti peraltro dal nuovo accordo, che permetteranno da un lato di recepire il farmaco innovativo, e dall’altro di rispettare l’equilibrio economico-finanziario del bilancio regionale.