A volte è il caso di fare oggi quello che si sarebbe dovuto fare ieri

Articolo blog
Antonio SILEO

La Società Gestione Impianti Nucleari, meglio nota come Sogin, non è tra le meno note società controllate dal Ministero del Tesoro per via della particolare attività a che svolge: decommissioning dei vetusti impianti nucleari, controlli sulla sicurezza, individuazione del deposito nucleare (temporaneo) italiano.

Lo sanno bene i cittadini portavoce del MoVimento 5 Stelle che venerdì scorso per bocca (e mano) del senatore Girotto, dopo specifico incontro con il vice ministro dell’Economia, Fassina, hanno diffuso una nota che denuncia come l’attività di messa in sicurezza della Sogin è passata dal 4% di avanzamento delle attività di smantellamento a fine 2007, al 12% a fine 2011, con una media di circa il 2% annuo, disattendendo pienamente gli stessi cronoprogrammi proposti. Nella prima fase di programmazione il termine dei lavori era previsto per il 2020 e il costo totale dell’operazione stimato intorno ai 3,5 miliardi di euro mentre nel bilancio di sostenibilità 2012, il termine dei lavori di smantellamento e messa in sicurezza arriva al 2029 e il costo totale delle operazioni è preventivato in 5,9 miliardi di euro (v. Staffetta Quotidiana).

L’attività di Sogin, come ben sanno gli addetti ai lavori, per quanto (ben) remunerata dalla bolletta elettrica non è certo facile e al contempo particolarmente delicata e (fin troppo) facilmente attaccabile.

Tuttavia, proprio per la delicatezza e l’importanza dell’attività svolta, sarebbe bene non offrire appigli per critiche o peggio gettare ombre del tutto evitabili sulla società.

A tal proposito davvero poco spiegabile e giustificabile è il ritardo sulla nomina dei nuovi vertici scaduti ormai la scorsa primavera.

O forse sì, a ben vedere un motivo c’è: venerdì scorso era 13, ed è sicuramente per questa ragione, per scaramanzia, che si è preferito tenere aperta l’assemblea, non fare nomi, e rinviare tutto ancora al prossimo venerdì.

PS: Giulio, un mio amico, quel venerdì, appunto per scaramanzia, non è uscito di casa; ma lui, come il (sempre poco risarcito) presidente Giovanni Leone, è campano. Sogin dovrebbe essere almeno trans regionale.

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