Conti correnti bancari: poca concorrenza e disinformazione costano fino a 180 euro/anno ai risparmiatori

Articolo blog
Giorgio MARINI

Permangono ostacoli al pieno dispiegarsi della concorrenza nel settore bancario che impediscono la naturale discesa dei prezzi dei servizi bancari. E’ quanto emerge dall’Indagine conoscitiva dell’AGCM sui costi dei conti correnti bancari.

Secondo l’Autorità antitrust, nonostante una evoluzione più competitiva del settore caratterizzata da operazioni di concentrazione e riforme normative in materia di trasparenza ed informazione sui servizi bancari, Il tasso di mobilità dei correntisti risulta compreso tra il 10% e il 12% e, a seconda del profilo del correntista, la possibilità di risparmio sui costi di conto corrente è pari almeno a 100 euro e può anche arrivare a 180 euro.

il risparmiatore subisce ancora un gap informativo rilevante che non gli consente di cogliere le opportunità di riduzione dei costi di conto corrente attraverso una maggiore mobilità tra operatori o una capacità di rinegoziazione delle condizioni contrattuali con la propria banca.

Sono diverse le ragioni che inducono alla staticità del risparmiatore: la scarsa trasparenza ed informazione, la rilevanza di rapporti fidelizzanti con i risparmiatori, i tempi lunghi di chiusura dei conti correnti, soprattutto se associati ad altri servizi.

L’autorità ha dunque individuato i possibili rimedi. In primo luogo occorre intervenire per migliorare il grado di trasparenza delle informazioni, attraverso:

  • più efficace comunicazione dell’indicatore sintetico di costo, strumento utile per confrontare le varie offerte sul mercato. Al riguardo l’indagine propone di utilizzare gli sportelli bancomat per consentire alla banca di appartenenza o concorrente di esporre in maniera sintetica e semplice l’esistenza di condizioni migliorative;
  • introduzione dell’obbligo di comunicazione alla propria clientela dei nuovi conti disponibili e dell’esistenza di offerte a condizioni migliori;
  • predisposizione di uno o più motori di ricerca indipendenti dalle banche che consentano il confronto tra conti diversi.

In secondo luogo, secondo l’Autorità, è necessario eliminare tutti i vincoli, contrattuali o di fatto, non necessari tra conto corrente e altri servizi (mutuo, risparmio amministrato e polizze assicurative).

l’AGCM propone, inoltre, di rendere obbligatoria la chiusura del conto entro 15 giorni, in linea con quanto previsto dalla proposta di direttiva comunitaria attualmente in discussione.

Per agevolare la chiusura del conto anche in presenza di servizi che comportino addebiti successivi (carte di credito e Viacard), l’Autorità suggerisce la possibilità di traslazione dell’assunzione di rischio verso la nuova banca.

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