Federalismo e accesso alle terapie

Articolo blog
Laura GAGLIARDUCCI

L’occasione di cambiamento degli assetti di potere tra Stato e Regioni rappresentata dalla modifica del Titolo V del 2001 sembra non essere stata sfruttata e ha colto forse impreparate le Regioni stesse. Più che realizzare un incentivo alla riorganizzazione del sistema da parte degli Enti territoriali con l’obiettivo di abbattere i costi e migliorare la qualità del servizio sanitario, il processo federalista sembra aver delegato agli enti territoriali un potere di controllo della spesa. Autonomia sì, soprattutto finanziaria, ma responsabilità poca e non condivisa e, ancora, una scarsa capacità di iniziativa delle Regioni nella riorganizzazione dei piani sanitari, a parte alcune eccezioni. A fronte della diminuzione del disavanzo sanitario regionale (38,7% nel solo biennio 2010-2011) si contrappone infatti la realtà delle Regioni in Piano di Rientro che hanno performance ancora deludenti pur procedendo verso un graduale miglioramento dei propri conti pubblici. Il decremento del FSN – particolarmente accentuato per il triennio 2013-2015 – si innesta in questa realtà. L’avvio della Riforma federalista ha determinato un doppio sistema decisionale nella governance della spesa farmaceutica, assegnando ai livelli territoriali ulteriori margini di contrattazione, con ripercussioni – tra l’altro – sull’accesso alle terapie.

È proprio nel decennio successivo alla Riforma del Titolo V e ai decreti attuativi, che si delinea nettamente il potere gestionale delle Regioni sui budget di spesa sanitaria e farmaceutica. L’acutizzarsi della crisi del debito pubblico a partire soprattutto dal secondo quinquennio del 2000 e le esigenze di rispetto dei parametri europei estese anche agli enti territoriali, investono le Regioni di una responsabilizzazione forse eccessiva rispetto all’autonomia finanziaria loro assegnata. Sulla spesa sanitaria e in particolare quella farmaceutica questo potere si traduce ormai da qualche anno in un uso distorsivo dei Prontuari terapeutici territoriali. Quasi tutte le Regioni operano in questa direzione e lo fanno proprio ai fini di contenimento della spesa per i farmaci ospedalieri che, di fatto, sono già stati approvati nella duplice fase sia europea (EMA) che nazionale (AIFA). Ciò rappresenta un indubbio straripamento rispetto al potere di cui – de iure – sono investite le Commissioni terapeutiche territoriali, ovvero limitarsi a fornire – proprio mediante il Prontuario – linee guida sull’appropriatezza prescrittiva e le caratteristiche terapeutiche delle molecole autorizzate.

Come evidenziato in un recente monitoraggio I-Com (maggio 2013), l’iter di recepimento del farmaco ha trovato nel potere di contrattazione delle Commissioni terapeutiche regionali un ostacolo che compromette di fatto l’accesso dei farmaci (sia di fascia H che A come ormai sempre più spesso di fascia C) negli ospedali e nelle ASL del territorio nazionale, rendendolo disomogeneo. Una parziale soluzione è stata trovata con l’Accordo Stato Regioni del 18 novembre 2011 che ha aperto una corsia preferenziale per l’accesso nei Prontuari territoriali dei farmaci considerati “innovativi” da AIFA. Il D.l. n.158/2012 ha poi provveduto poi a velocizzare l’effettiva immissione in commercio anche dei medicinali approvati con procedura centralizzata.

Al di là di questi provvedimenti, generalmente sembra però che gli strumenti di controllo della spesa – in particolare quella farmaceutica – non tengano in debito conto la valutazione dell’innovazione e i meccanismi di controllo dell’appropriatezza. Mappature effettuate da CESAV e FIASO nel 2012 e 2013 restituiscono ancora una volta emerge un quadro non uniforme nel recepimento dell’HTA da parte delle 21 Regioni italiane. L’assenza di un benchmark nazionale di riferimento è particolarmente gravosa nel processo di recepimento dei farmaci, che rimane vincolato invece a meccanismi automatici di controllo della spesa che prescindono dal bisogno sanitario. Ciò porta il sistema sanitario – specie in tempi di stretta economica e instabilità finanziaria- a erogare un’assistenza farmaceutica non adeguata alle esigenze di cura dei cittadini.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.