idOO: la parola ai prodotti!

L’Internet of Things sta diventando una realtà sempre più importante rappresentando uno dei volani di sviluppo dell’economia. Secondo i dati forniti dal Politecnico di Milano nel 2013 in Italia sono stati 6 milioni gli oggetti interconnessi tramite mobile, con un aumento del 20% rispetto al 2012.  Sono diversi gli ambiti di espansione delle soluzioni Internet of Things; in particolare, il 47% degli oggetti interconnessi mediante rete cellulare è costituito da autovetture (Smart Car), il 26% da applicazioni di Smart Metering e Smart Asset Management nelle Utility, il 10% da applicazioni di Smart Asset Management in contesti diversi come il monitoraggio di ascensori e gambling machines (+18%), il 9% di Smart Home & Building, il 5% di Smart Logistics e il 2% di Smart City & Smart Environment.

Nello sviluppo dell’IoT si colloca la start up idOO che ha realizzato un’app in grado di fornire tutte le informazioni di acquisto e post vendita al consumatore. Dal punto di vista tecnico-organizzativo, idOO si compone di un’app che il consumatore può scaricare gratuitamente, una piattaforma applicativa, accessibile dalle aziende clienti attraverso un portale dedicato in cloud, fornita in modalità Software as a Service, con costi quantificati secondo la logica pay-per-use ed infine, sensori applicati ai prodotti. È sufficiente avvicinare lo smartphone all’articolo di interesse per scoprirne l’identità, analizzarne la composizione, accedere alle istruzioni d’uso, visionare le specifiche tecniche, foto e video che mostrino il prodotto ed il procedimento che ha condotto alla realizzazione dello stesso, conoscere le procedure di manutenzione e conservazione del prodotto ed, infine, accertarne l’autenticità. Il consumatore, inoltre, mediante tale app, potrà non solo conoscere l’articolo di interesse attraverso l’accesso alle predette informazioni, ma potrà anche condividere con gli altri la propria esperienza di consumo facendo recensioni sul prodotto e fornendo o chiedendo consigli di utilizzo agli altri utenti.

Nonostante le informazioni e le facoltà di interazione siano soltanto quelle che l’azienda produttrice desidera mettere a disposizione del cliente, è chiaro che la realizzazione di tale app potrebbe fornire vantaggi ad entrambe le parti.

Ed infatti, l’investimento in un sistema del genere consentirebbe alle aziende di apporre uno specifico sensore su ciascun prodotto fornendo una garanzia di autenticità dello stesso fruendo, al contempo, di un canale di comunicazione con i clienti tale da consentire l’analisi dei comportamenti e la conseguente progettazione di campagne di fidelizzazione sempre più targettizzate e puntuali a tutto vantaggio della diffusione del Made in Italy. Per quanto attiene, invece, ai consumatori, questo sistema, facendo leva sulla straordinaria diffusione dei devices mobili nel nostro Paese, potrebbe contribuire ad assicurare un’esperienza di consumo più sicura, completa e consapevole.

Vicepresidente dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Tor Vergata nel 2006 ha partecipato, nel 2009, al master di II Livello in “Antitrust e Regolazione dei Mercati” presso la facoltà di Economia della medesima università conseguendo il relativo titolo nel 2010, anno in cui ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione forense.

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