Anziani e patologie croniche: l’ottima e poco sfruttata idea dei Registri dei pazienti

Si avvicina la chiusura del Patto della Salute e le anticipazioni si accavallano, con il trait d’union di una temuta mancanza di corrispondenza tra aspettative e fatti, anche perché il documento, ricorda più di qualcuno, ha solo carattere programmatico. Il Ministro Lorenzin ha ribadito che “non deve essere un libro dei sogni”, tuttavia sia quel che sia le questioni sul tappeto sono numerose: l’aggiornamento dei Lea, revisione del sistema di compartecipazione dei cittadini alla spesa sanitaria (ticket legati al reddito), edilizia sanitaria, nuovi standard qualitativi, quantitativi, strutturali e tecnologici per ristrutturare assistenza territoriale e ospedaliera (non solo e non più tagli ai posti letto, si dice). Non sappiamo quanto riuscirà il tentativo di trovare una saldatura tra equità e innovazione, nel frattempo abbiamo altri dati e altri numeri che fotografano bene il nostro Sistema Sanitario, lasciando sullo sfondo le attese e i desiderata. Uno di questi è che la spesa diminuisce. L’altro è che la popolazione invecchia sempre di più. Da un lato sappiamo dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che l’Italia è al terzo posto al mondo per aspettativa di vita (World Health Statistic 2014). Dall’altro lato “i livelli di prestazioni garantiti dalla spesa sanitaria pubblica in Italia sono inferiori del 73% a quelli tedeschi, del 64% a quelli olandesi, e del 48% a quelli francesi”, come rileva il Tribunale dei Diritti del Malato-Cittadinanzattiva nel Rapporto 2013 dell’Osservatorio Civico sul federalismo in sanità. Il documento rileva anche che gli investimenti in prevenzione sono ancora un anello debole, con una spesa che non arriva a coprire il 5% della quota  assegnata sul Fondo Sanitario Nazionale: di quella percentuale si impiega solo il 4,2% in programmi di screening oncologici organizzati e vaccinazioni, con una sorta di polarizzazione tra Regioni molto al di sopra e molto al di sotto della media nazionale. Anche per i percorsi di cura e presa in carico delle persone affette da patologie croniche ci si muove in modo disordinato. Su questo tema fa riflettere il fatto che vi sia un’unica Regione – la Sicilia – ad aver costituto in ciascuno dei distretti delle Aziende Sanitarie Provinciali il registro dei pazienti cronici, importante strumento di verifica e di monitoraggio dei bisogni terapeutici di questa vasta categoria. Prevenzione da un lato e presa in carico dei pazienti anziani, cronici e polipatologici dall’altro, sono tasselli fondamentali della ristrutturazione del Ssn auspicata dal ministro nel Patto della Salute che sarà a breve reso pubblico. Anche su tale aspetto il coinvolgimento degli stakeholder sarà essenziale, soprattutto a Patto concluso. Un supporto nella realizzazione di obiettivi mirati ad accrescere l’inclusione di questa categoria è anche quello che sta giungendo da Federanziani, che in collaborazione con Fimmg – Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale e il patrocinio del Ministero della Salute e dell’Aifa, ha attivato già da tempo il progetto dei Registri della Salute. Si tratta di un questionario per valutare – mediante una mappatura ed elaborazione di dati – la prevalenza delle malattie più gravi  e più diffuse tra la categoria degli over 65enni: cardiocircolatorie, respiratorie, oncologiche, urologiche, osteoarticolari, diabete, dolore cronico.  I dati raccolti ed elaborati, poi sottoposti alla comunità scientifica e delle Istituzioni (AIFA, Ministero della Salute, Regioni), saranno condivisi proprio per definire i migliori percorsi di cura e terapia farmacologica per i pazienti anziani, con un attenzione particolare all’aderenza terapeutica  e all’appropriatezza.

Public Affairs e Comunicazione dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Laureata in Scienze Politiche all’Università La Sapienza di Roma, ha lavorato come redattrice per l’agenzia Axia curando approfondimenti e articoli per i mensili Technet ed Atlante su temi di sviluppo sostenibile, responsabilità sociale d’impresa, finanza etica, terzo settore e nuove tecnologie.

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