Come sarà il 2015 per l’industria TV ? Più contenuti originali, più qualità di visione, più consumo on demand

Occhi puntati sul CES di Las Vegas, il tradizionale appuntamento di inizio anno dove le imprese dell’elettronica di consumo – da Samsung a LG passando per Sony e Panasonic – escono allo scoperto presentando i prodotti di punta dei listini 2015 e fronteggiando per la prima volta la sempre più agguerrita concorrenza cinese. Si tratta di un osservatorio privilegiato dal quale è possibile scorgere i driver di sviluppo dell’industria dei contenuti (e non solo quella) e i fattori alla base delle scelte di investimento dei player del settore e dell’evoluzione dei modelli di business.

Nel campo degli schermi televisivi le novità più significative riguardano i pollici in aumento, una maggiore flessibilità (monitor curvi) e una migliore risoluzione delle immagini grazie soprattutto alla diffusione sempre più massiccia dello standard 4K e l’avvio della sperimentazione di modelli ancora più evoluti che vanno oltre l’Ultra Alta Definizione.

Qualche dato. Nel 2015 già il 13% dei televisori venduti nel mondo saranno equipaggiati in 4K (in valori assoluti 32 milioni su 240 pezzi commercializzati); il 60% dei tv set immessi sul mercato da LG sarà in Ultra HD. Per fare massa critica e spingere sul nuovo formato i grossi marchi dell’elettronica di consumo hanno intelligentemente deciso di dar vita ad una partnership (UHD Alliance) con i principali studios (Warner Bros, 21st Century Fox e Disney) e il gigante dello streaming on demand, Netflix. Quest’ultima ha appena lanciato l’ennesima iniziativa destinata a far discutere. Ci riferiamo al “Netflix recommendet tv” un programma in virtù del quale la società guidata da Hastings apporrà a partire dalla prossima primavera un marchio di garanzia sulle smart tv in grado di fornire la migliore esperienza possibile di visione in streaming. I criteri non sono ancora noti ma sicuramente avranno a che fare con la semplicità di navigazione, la velocità di accensione e di lancio delle app e di consultazione e riproduzione dei video

Fino a qualche anno fa i bollini di qualità venivano rilasciati dai costruttori delle apparecchiature. Segno inequivocabile dei tempi che cambiano e dei mutati rapporti di forza tra i soggetti in campo.

A trainare il mercato del Super HD sarà il grado di disponibilità (al momento ancora scarso) di contenuti realizzati dalle società di produzione e di distribuzione con il medesimo standard tecnologico. Ciò dimostra ancora una volta come i produttori di elettronica di consumo siano ormai da tempo i migliori alleati dei servizi OTT ai quali si deve in gran parte la spinta verso la fruizione massiccia di prodotti audiovisivi sui dispositivi connessi di ultima generazione, soprattutto in quei Paesi dove vi è una forte penetrazione di banda larga e ultralarga.

Non a caso il ConsumerLab di Ericsson ha individuato nell’incremento della visione in streaming e in 4K uno dei 10 principali trend del 2015 dei consumatori nel mondo. Nel nostro Paese – nonostante i ritardi nella connettività broadband – nel 2014 è già avvenuto uno storico sorpasso: l’80% degli intervistati ha dichiarato di vedere regolarmente contenuti streaming rispetto a un 79% che dice di vedere la tv. Secondo Ericsson l’Hd è ritenuto fondamentale per il 56% degli italiani e circa il 30% è disposta a pagare per assicurarsi un upgrade tecnologico nell’esperienza di visione in alta definizione.

Per effetto di queste dinamiche di consumo e in forza di uno scenario sempre più globalizzato, non è allora difficile immaginare che nel 2015 si assisterà ad un salto di qualità delle forme di collaborazione tra soggetti fino a qualche anno fa attivi su mercati paralleli o comunque confinanti, dall’elettronica di consumo agli OTT, dagli editori televisivi tradizionali alle Telco. Anche nel nostro Paese le intese commerciali (come quella tra Sky e Telecom sulla banda larga o Mediaset e Vodafone sul servizio Infinity) oltre a moltiplicarsi, si evolveranno in veri e propri accordi strategici di natura industriale all’insegna di un mercato sempre più ibrido, convergente ed integrato.

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