L’inarrestabile ascesa delle rinnovabili

Lo scorso mese l’EWEA – European Wind Energy Association – ha pubblicato il suo nuovo rapporto statistico.

La nuova potenza installata nell’UE diminuisce (-26% circa rispetto al 2013), ma il peso delle fonti pulite – fa notare l’Associazione – continua a crescere: il 79% è rappresentato infatti da fonti rinnovabili, in particolare fotovoltaico (+8 GW) ed eolico (+11,8 GW), con carbone e gas che, messi assieme, sommano a solo 5,6 GW di nuova potenza installata. Questi ultimi primeggiano, invece, per quel che riguarda le dismissioni, che nell’anno hanno raggiunto i 2,9 GW per il gas e i 7,2 GW per il carbone.

Il trend, dunque, resta invariato: dal 2000, infatti, il peso delle rinnovabili è aumentato da poco meno del 25% al 42%, crescita legata soprattutto a fotovoltaico ed eolico, che hanno visto la loro quota nel mix elettrico esplodere, passando, rispettivamente, dallo 0,02% al 9,7% e dal 2,4% al 14%. L’eolico, in particolare, sembra procedere indisturbato, non subendo la battuta d’arresto che, complici la crisi economica ma anche il taglio agli incentivi, ha riguardato l’energia nel suo complesso, inclusa quella proveniente da fonti rinnovabili. L’unica a crescere, nel 2014, anche in termini assoluti è stata, infatti, la nuova potenza installata da fonte eolica, registrando una crescita del 3,8% (pari a 11.791 MW) e arrivando a soddisfare il 10% della domanda elettrica europea (+2 p.p. rispetto al 2013). Va sottolineato che, in questa crescita, da padrone la fa la Germania, cui fa capo circa la metà della nuova potenza eolica. Anche il Regno Unito ha dato il suo bel contributo, con 1.736 MW di nuova potenza.

Per contro, mercati un tempo importanti, quali Danimarca, Spagna ed Italia si sono vertiginosamente ridimensionati nel giro di un anno: le nuove installazioni di energia eolica si sono ridotte di ben il 90,4%, 84,3% e 75,4%, rispettivamente nei tre Paesi. Si sta assistendo, quindi, ad un processo di concentrazione dell’industria in alcuni Paesi: circa il 59,5% della nuova potenza installata è infatti concentrato in Germania e Regno Unito (46% nel 2013) ed il 77,2% si concentra nei primi 4 Paesi (Germania, Regno Unito, Svezia e Francia). Il processo di concentrazione – secondo l’Amministratore Delegato dell’EWEA – è destinato a continuare anche nel corso del 2015.

In conclusione, in termini cumulativi, sono attualmente 128,8 i GW di potenza installata derivante da fonte eolica, pari al 14,1% della capacità complessiva. Inoltre, i dati registrati negli ultimi 15 anni mostrano che la sola energia eolica ha rappresentato il 29,4% delle nuove installazioni, mentre la quota sale al 56,2% se si considerano tutte le fonti rinnovabili e addirittura al 91,1% se a queste si unisce anche il gas, disegnando un trend che viaggia sempre meno nella direzione dei combustibili fossili, settore che registra, al contrario, sempre più dismissioni che nuove installazioni.

Research Fellow dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Laureata all’Università Commerciale L. Bocconi in Economia, con una tesi sperimentale sull’innovazione e le determinanti della sopravvivenza delle imprese nel settore delle telecomunicazioni.

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