I principali risultati dell’indagine I-Com sull’attività sanzionatoria delle autorità indipendenti in materia di consumo

Il Rapporto I-Com sui Consumatori 2015, presentato lo scorso 22 aprile in occasione del Convegno “Consumatori smart, sogno o realtà?”, ha proposto, come nelle passate edizioni, un’indagine sull’attività sanzionatoria delle autorità indipendenti (AEEGSI, AGCM, AGCOM, Garante per la protezione dei dati personali) in materia di consumo. L’analisi si basa su un patrimonio informativo pluriennale, raccolto da I-Com attraverso lo studio testuale dei provvedimenti sanzionatori, pubblicati on-line nei rispettivi siti web istituzionali delle citate autorità.

Nel 2014 le sanzioni in materia di consumo si attestano a circa 34 milioni di euro complessivi, ammontare che si riferisce esclusivamente ai provvedimenti con rilevante impatto nella materia di consumo.

L’AGCM è il primo soggetto per importo sanzionato complessivo, con oltre 18 milioni di euro (oltre il 54% del totale), seguito dall’AEEGSI (quasi 10,8 milioni di euro) e dall’AGCOM (oltre 3 milioni di euro); infine, le sanzioni del Garante privacy ammontano ad 1,3 milioni di euro.

L’AGCM ha anche il primato per numero di condotte sanzionate, pari a n. 176, seguito dal Garante (n. 86 violazioni), dall’AGCOM (n. 30 violazioni) e dall’AEEGSI (n. 15 violazioni).

Dei settori considerati, il settore audiovisivo, dei servizi idrici e postali, non hanno ricevuto sanzioni nel 2014, mentre quelli maggiormente colpiti sono il commercio e il settore energia, con, rispettivamente, il 36% ed il 32% in termini ammontare sanzionato.

Il commercio è anche il settore caratterizzato dal maggior numero di condotte sanzionate (36% del totale), mentre il 6%, attribuito alle condotte sanzionate nel settore dell’energia consente di apprezzare come l’importo medio sanzione per condotta sia estremamente elevato in questo settore (oltre 717.000 euro).

Dall’analisi dei comportamenti aziendali sanzionati emerge in maniera prepotente come internet sia il mezzo di diffusione privilegiato. In particolare, l’analisi proposta ha evidenziato come tale mezzo di diffusione sia il principale veicolo di distorsione dei comportamenti economici dei consumatori nella fase antecedente alla conclusione del contratto con il professionista e costituisca l’occasione per i consumatori per l’acquisto di prodotti e o servizi.

 

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