Associazioni dei consumatori: dietro al calo degli iscritti una rivoluzione nella PA

Articolo blog
Emanuele ROSA

Misurare la rappresentatività è davvero possibile? Questa è una delle domande alla quale il Rapporto sui Consumatori 2015 ha cercato di dare una risposta. Possiamo affermare che la Pubblica amministrazione da una parte e i corpi intermedi dall’altra possono certamente unire le proprie forze per un nobile fine: la trasparenza della rappresentatività. Un ottimo esempio ci viene fornito dalla buona riuscita delle procedure di iscrizione di conferma o di nuova iscrizione delle associazioni dei consumatori nell’elenco del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU).

I dati sulle associazioni dei consumatori: una débâcle o l’inizio di un nuovo percorso per la rappresentanza?

Sulla base dei dati forniti dalla Divisione XI – Politiche e normative per i consumatori, Direzione generale per il mercato, la concorrenza, il consumatore, la vigilanza e la normativa tecnica – del MiSE i cittadini italiani iscritti nel 2013 alle 19 associazioni dei consumatori rappresentative a livello nazionale sono complessivamente più di 973.000. Confrontando il totale degli iscritti rispetto al biennio 2011-2013 possiamo notare come il trend relativo alle iscrizioni alle associazioni dei consumatori sia negativo registrando un calo di oltre 400.000 unità (del 18% nel solo 2012).

La tabella che segue consente di osservare le performance di tutte le associazioni.

Tabella1

Come si spiega questo calo generalizzato degli iscritti? La ragione di una flessione tanto forte va ricercata nell’approvazione del d.m 260/2012 che ha istituito il “Regolamento recante norme per l’iscrizione nell’elenco delle associazioni dei consumatori e degli utenti rappresentative a livello nazionale ai sensi dell’articolo 137, comma 2, del Codice del consumo” abrogando, il vecchio regolamento 20/1999 a suo tempo adottato con il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato.

Il nuovo regolamento rende più chiari i requisiti necessari per l’iscrizione, indicando gli elementi da produrre a dimostrazione del numero degli iscritti, della continuità e rilevanza delle attività svolte, della democraticità dell’associazione, attraverso le previsioni statutarie sulla partecipazione degli iscritti alla vita dell’associazione.

La procedura

Ogni associazione è stata sottoposta ad alcune procedure di verifica sugli elenchi degli iscritti dal parte del Ministero ai fini dell’iscrizione (o conferma) nell’elenco del CNCU. Tali procedure sono finalizzate a garantire trasparenza, sostenibilità ed efficacia dei controlli mediante controlli automatici di completezza e regolarità formale degli elenchi.

Chi è un iscritto oggi?

Sono considerati iscritti all’associazione coloro che abbiano espressamente manifestato la volontà di aderirvi (art.2, c.4, del regolamento) e che possano comprovare di aver pagato per la quota associativa un importo, tracciabile, non inferiore ad un euro.

L’associazione può continuare a ritenere soci anche quei consumatori che non abbiano corrisposto alcuna somma o lo abbiano fatto in misura inferiore ad un euro (magari con una cifra simbolica per molti anni di iscrizione). Tuttavia pur avendo acquisito lo status di associati – potendo così partecipare alla vita democratica dell’Associazione ed usufruire eventualmente di servizi e tutele – tali soggetti non saranno conteggiabili per il raggiungimento del numero minimo di associati per l’iscrizione all’elenco nel CNCU.

Considerato che la procedura di conferma o di nuova iscrizione nell’elenco delle associazioni nazionalmente rappresentative è entrata a pieno regime nel 2014, riteniamo plausibile che alcune associazioni (forse anche quelle che mostrano un calo superiore alla media) si siano limitiate quest’anno ad ottemperare alle quote richieste attestandosi sulle soglie minime: un numero di iscritti non inferiore allo 0,5 per mille della popolazione nazionale (29.717), e lo 0,2 per mille in almeno cinque regioni o province autonome. È perciò verosimile che alcune associazioni abbiano in realtà più iscritti di quanti effettivamente ne dichiarino.

Sarà interessante seguire i dati che I-Com annualmente aggiornerà per verificare se nei prossimi anni si osserveranno incrementi anche piuttosto significativi per alcune di queste associazioni.

Sinergia fra Stato e Associazioni. Il MiSE e la best practice (in house ed efficace)

Il MiSE si è posto l’obiettivo di misurare la rappresentatività delle associazioni senza comprometterne l’autonomia ed il pluralismo.

La procedura di controllo degli elenchi è stata svolta grazie alla realizzazione di un software da parte di un ingegnere informatico del medesimo Ministero. Si è trattato pertanto di un prodotto creato in house. Il Ministero ha dimostrato di possedere tutte le competenze per adempiere alle procedure di controllo, rendendosi disponibile ad un confronto con le associazioni nel merito. Le associazioni dimostrando la massima collaborazione hanno compreso che, nonostante il rispetto di tutte le procedure richieste avrebbe portato anche ad un esborso economico non indifferente, i loro sforzi sarebbero stati premiati perché avrebbero potuto dimostrare ai consumatori e alle istituzioni di poter essere interlocutori affidabili, trasparenti e rappresentanti degli interessi di cui si vogliono fare portatori.

E se estendessimo questa procedura a partiti e sindacati? La procedura di controllo degli elenchi ha quindi consentito di dimostrare la sinergia tra MiSE e associazioni dei consumatori.

Pertanto sarebbe interessante non lasciare questa iniziativa fine a se stessa ma che questi controlli sulle associazioni dei consumatori e degli utenti possano essere applicati anche a tutti gli altri corpi intermedi con ruolo e/o finanziamento pubblico, come i partiti e i sindacati. Siamo convinti che dall’estensione di tali procedure ne trarrebbero beneficio le istituzioni, le associazioni partitiche e sindacali ma soprattutto i cittadini primo anello fondamentale della rappresentatività.