Oggi è già domani!

Il Rapporto innovazione energetica di I-Com quest’anno è stato completamente rinnovato, aggiungendo alla storica analisi sull’attività brevettuale del settore un approfondimento sulle start-up e sull’innovazione lungo tutta la filiera dell’energia: dalla produzione al consumo, passando per la rete e per l’accumulo.

L’evoluzione ha registrato una forte accelerazione tanto da rendere sempre più attuali problematiche un tempo futuristiche, come ad esempio la previsione di un ruolo attivo per il consumatore (storicamente individuato come soggetto passivo del sistema elettrico). Dall’analisi del quadro generale emerge un settore dinamico e molto diverso da come avremmo potuto immaginarlo anche solo 10 anni fa. Motivazioni di carattere ambientale, tecnologico ed economico, hanno portato i consumatori ad evolvere e responsabilizzarsi dal punto di vista energetico. Oggi i clienti finali sono soggetti consapevoli che consumano (e a volte producono anche) l’energia. Da un lato il ritorno in auge di antiche modalità di consumo condiviso sta favorendo anche il progressivo sviluppo di nuove modalità di finanziamento. Dall’altro avanzamento tecnologico sta richiedendo l’ammodernamento delle reti di trasporto (di energia e informazione) ponendo sul piatto nuove questioni relative alla sicurezza informatica e alla tutela dei dati.

Un passo importante del Rapporto è dedicato al Demand Side Management (o DSM), del quale vengono fornite definizioni ed interpretazioni. Prendendo i presupposti dalla rivoluzione in corso all’interno dell’intero sistema energetico, vengono analizzate tutte le possibili soluzioni per garantirne la sicurezza. I consumatori, infatti, possono svolgere un ruolo decisivo nel rendere più flessibile il sistema elettrico oltre che adottando soluzioni di efficienza energetica, partecipando alla produzione locale di elettricità da fonti rinnovabili e avvalendosi dei servizi di gestione della domanda.

Allo stato attuale in Europa le principali misure volte alla riduzione del carico sono riconducibili alle tariffe biorarie (seppur non perfettamente aderenti alla stringente definizione di DSM) e ai programmi di interrompibilità per i grandi clienti industriali. Il Rapporto fa una panoramica delle esperienze europee, soffermandosi sui casi di Danimarca, Germania e Regno Unito, volgendo inoltre uno sguardo oltre oceano alla virtuosa California.

DSM

Dalla figura è possibile riscontrare un graduale, progressivo avanzamento della situazione tra il 2013 e il 2014, in particolare per quanto riguarda Finlandia, Francia e Irlanda, le quali insieme a Belgio, Gran Bretagna e Svizzera hanno raggiunto la “commerciabilità del prodotto”.

I principali ostacoli alla partecipazione delle domanda al mercato elettrico vengono individuati nell’assenza di un quadro normativo/regolatorio favorevole all’integrazione delle diverse tipologie di DSM; nella difficoltà di misurazione dei risparmi da esso derivanti ed, infine, nella relativamente scarsa domanda in Europa (dove non si verificano i picchi di richiesta registrabili negli Stati Uniti).

La giusta combinazione tra smart grid, flessibilità della domanda e sistemi di storage, potrebbe favorire la risoluzione dei problemi tecnici creati dalla maggiore dispersione della produzione, soprattutto rinnovabile, apportando vantaggi in termini di maggiore efficienza del sistema, maggior sicurezza e maggiore potere del cliente finale (che potrebbe conseguire risparmi in bolletta rispondendo ai segnali di prezzo).

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