Dal Commissario Montalbano al Montalbanoshire: come nasce il teleturismo

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Bruno ZAMBARDINO

mappa location di montalbanoLa serialità televisiva domestica, che racconta storie nostrane, più vicine al pubblico, ha progressivamente spodestato le fiction di importazione nel prime time delle reti ammiraglie, determinando fenomeni di affezione nei confronti dei personaggi, ma anche di curiosità nei confronti dei luoghi rappresentati.

Le riprese di una fiction possono impegnare i territori anche per anni, determinando, nei casi di maggior successo, fenomeni turistici consistenti che prendono il nome di teleturismo, ovvero la tendenza a viaggiare alla volta delle location di ambientazione delle serie tv.

Uno dei casi più significativi in questo senso, sia per il grande successo di pubblico anche internazionale, sia per il legame speciale con il territorio, è quello dei film tv di Montalbano il commissario dell’immaginaria cittadina di Vigata, che indaga su crimini e misfatti che avvengono sul territorio.

Tra il 1999 e il 2016 sono stati trasmessi 28 episodi (su Rai 2 prima e poi definitivamente su Rai 1) tratti dai racconti di Andrea Camilleri e prodotti da Palomar a cui si aggiungono 2 stagioni “prequel” (in tutto 12 episodi) de “Il giovane Montalbano”. La serie Il commissario Moltalbano è trasmessa in circa 18 paesi e si stimano oltre un milione di telespettatori esteri che si aggiungono alla media di 10 milioni di spettatori con punte del 40% di share in Italia. Da sottolineare anche che le numerose repliche trasmesse da Rai 1 in questi anni continuano a collezionare ascolti altissimi.

Se da un lato Montalbano deve tanto alla Sicilia di Camilleri, dall’altro lato la fiction ha avuto il merito di trasformare un luogo di fantasia come Vigata in un luogo reale, che ha creato in più di 15 anni ricadute sia dirette, durante la fase di produzione, che in termini di sviluppo turistico, del valore di svariati milioni di euro.

Con il tempo si è constatato che man mano che il piccolo schermo mostrava, nel narrare le gesta del celebre commissario interpretato da Luca Zingaretti, l’architettura barocca incastonata nel paesaggio ibleo, il mare cristallino, le coste incontaminate, assaggi della cucina della tradizione, aumentava di pari passo il numero dei visitatori e la curiosità verso questo luoghi. Uno studio della Università Ca’ Foscari registrava un’impennata delle ricerche su web degli inglesi del termine “Vigata” tra il 2012 e il 2013, anni in cui la serie tv è stata trasmessa nel Regno Unito.

E non è un caso che l’aeroporto a Comiso ha aperto solo per Ryan Air che lo pubblicizza come il viaggio di Montalbano, proprio a seguito della messa in onda della serie sui canali della Bbc.

Le location sono così diventate familiari agli spettatori, e questo ha senz’altro incentivato le iniziative di istituzioni e soprattutto privati: nel giro di dieci anni sono sorti centinaia di agriturismi, molti dei quali intitolati a Montalbano (la stessa casa del commissario è divenuta un b&b). Nella sola provincia di Ragusa l’offerta ricettiva, che nel 2000 era costituita da 5.424 posti letto nel settore alberghiero e 226 in quello extra alberghiero, nel 2010 era quasi raddoppiata nel settore alberghiero (9.793 posti letto) e letteralmente esplosa in quello extra alberghiero (5.529 posti letto). Un dato che nel 2014 ha continuato a crescere, arrivando a 10.756 posti letto nelle 99 strutture alberghiere e 8.280 posti letto in 483 strutture extra alberghiere.

Il fenomeno del teleturismo è difficile da quantificare a causa della difficoltà a determinare le motivazioni per cui si sceglie di visitare un luogo piuttosto che un altro, ma il riscontro sui luoghi ospitanti è evidente nei primi anni di programmazione della serie tv, quando la provincia di Ragusa subì un balzo di presenze, superando la crescita percentuale dell’intera regione.

Il teleturismo ha prodotto effetti benefici anche sui beni culturali dell’intera area, che, con 8 siti Unesco nel raggio di circa 90 km, ha ricevuto consistenti finanziamenti dall’Unione europea.

La bellezza dei paesaggi e la loro importanza all’interno del plot narrativo, al punto che non si saprebbe immaginare Montalbano lontano dalla sua isola, ha certamente contribuito all’impennata del teleturismo.

I numerosi articoli e servizi televisivi hanno poi consacrato negli anni l’ambientazione siciliana della serie tv non solo come visitabile ma anche come luogo ideale dove andare a vivere. Non a caso qualche anno fa alcuni quotidiani inglesi (The Daily Mail e The Observer) decantavano la possibilità di investire in immobili nel Ragusashire, che all’ottimo clima, l’eccellente offerta enogastronomica e atmosfere suggestive, univa l’economicità, e dunque si proponeva come una valida alternativa alle più conosciute Umbria e Toscana.

La flessione della domanda turistica dal 2007 al 2009 e soprattutto nel 2010 ha portato gli attori locali a riflettere sulla necessità di dare continuità a quei fenomeni turistici suggestionati dalla tv. Sono stati dunque stanziati notevoli contributi per incentivare la trasmissione della fiction all’estero, per avviare le riprese de Il giovane Montalbano e per far fronte alle esigenze del mercato estero (in particolare della Scandinavia) di poter visitare le location della fiction. Nel 2009 il comune di Ragusa ha allestito il primo movie tour dell’isola (qui un esempio), installando una serie di cartelli in italiano e inglese alla scoperta delle location cinematografiche e televisive del capoluogo ibleo. Grazie anche all’arrivo di capitale straniero sono stati recuperati e riqualificati immobili ubicati nei centri storici e nelle zone rurali. Nel 2009 è stato inaugurato il porto turistico di Marina di Ragusa, con 500 posti auto e 700 posti barca.

Va detto che la casa di produzione Palomar ha incontrato diversi ostacoli. Se è vero che – per poter girare la società ha ricevuto varie facilitazioni logistiche, tra cui l’occupazione gratuita del suolo pubblico e dei parcheggi, facilitazioni riguardo il traffico, l’utilizzo gratuito delle location pubbliche, è anche vero che per anni non ha ricevuto alcuna facilitazione economica. Difficile competere con altri territori che invece offrono grossi incentivi per attrarre le produzioni presso le proprie location. Come abbiamo scritto in un altro pezzo nel 2014 la Palomar ha minacciato di trasferire il set di Montalbano in Puglia e il territorio ragusano, e con esso l’intera Sicilia, rischiava di veder svanire quello che fino ad allora era stato il più efficace spot sulle bellezze dell’isola mai realizzato. Il rischio fu scongiurato grazie ad un’azione concreta che prevedeva di utilizzare i fondi della tassa di soggiorno a supporto della produzione per 50 mila euro nel 2014 e 100 mila l’anno fino al 2017.

Le location scelte dalle produzioni per ambientare le fiction possono dunque trasformarsi in straordinari strumenti di promozione turistica ed economica per il territorio. Montalbano è solo uno dei tanti esempi a corredo di questo assunto, avendo avuto come punto di forza il grande rilievo dei paesaggi nella trama dei racconti. La sceneggiatura forte, l’ottima regia e la qualità degli attori che ne hanno decretato il successo internazionale hanno poi completato l’opera. Passate le produzioni però, sta agli attori locali cercare di strutturare i flussi turistici, trasformando le location in destinazioni classiche e non soggette a mode passeggere.

Le considerazioni da fare sono dunque due: se da un lato per lo sviluppo del teleturimo è necessaria una sinergia tra i vari attori (produttori e realtà locali pubbliche e private) dall’altra il marketing del territorio non deve esaurirsi con la messa in onda del prodotto in tv (o al cinema), ma richiede uno sforzo continuo e azioni programmate da parte di tutto il territorio.