Al via il portale Italia Digitale 2020: una lente sulla diffusione della fibra in Italia.

Al via il nuovo sito lanciato dal Governo per monitorare lo stato di avanzamenimagesto del Piano per la banda ultralarga varato nel marzo 2015, con il quale si è fissato l’ambizioso obiettivo di coprire l’85% della popolazione, entro il 2020, con infrastrutture idonee ad assicurare una velocità pari o superiore a 100 Mbps. Si tratta di un Piano di importanza straordinaria dal quale dipende la possibilità per il nostro Paese di colmare – finalmente – il gap che ci separa dai Paesi europei più avanzati e di gettare le basi per lo sviluppo di servizi innovativi che necessitano di infrastrutture performanti.

Consapevole delle enormi opportunità di crescita sottese al raggiungimento degli obiettivi fissati nel documento strategico oltre che, evidentemente, dell’importanza di consentire anche alla popolazione e non solo agli addetti ai lavori, di conoscere e seguire i diversi step realizzativi, il Governo ha lanciato il portale “Italia Digitale 2020” che consente di visionare i bandi, verificare i Comuni in cui è già stata realizzata l’infrastruttura in fibra con un livello di dettaglio che arriva, attraverso una mappa molto particolareggiata, alla verifica su singole vie, oltre ai progetti al 2020. A ciò si aggiunge la possibilità di accedere alle proiezioni future al 2018 – sulla base degli investimenti annunciati dagli operatori – ed al 2020 tenendo conto anche delle risorse pubbliche destinate alle aree bianche a fallimento di mercato e la facoltà, una volta che le gare saranno portate a termine ed i cantieri avviati, di verificare in tempo reale lo stato di avanzamento dei lavori.

Grande visibilità e trasparenza, dunque. Il tutto per agevolare il troppo a lungo rimandato processo di infrastrutturazione del nostro Paese. È chiaro che in questo ritardo l’immaturità della domanda e l’incapacità della P.A. di digitalizzare i servizi offerti ai cittadini hanno giocato un ruolo fondamentale. Ed infatti, una delle più grandi criticità ancora da risolvere concerne l’incapacità della domanda di dare sostegno all’offerta ed assicurare un adeguato ritorno degli investimenti compiuti dagli operatori. Superata, infatti, la storica discussione che vedeva contrapposti coloro che ritenevano indispensabile la realizzazione dell’infrastruttura in fibra come precondizione per lo sviluppo della domanda e coloro che, al contrario, subordinavano quest’ultima all’esistenza di una domanda sufficientemente matura, si è dato avvio ad un Piano straordinariamente ambizioso che ha messo la rete davanti a tutto ed ha visto il pubblico scendere in campo in prima linea.

Siamo dunque di fronte ad una svolta epocale alla quale deve accompagnarsi l’impegno congiunto di imprese ed istituzioni. A queste ultime, in particolare, spetta non solo il compito di sostenere adeguatamente gli investimenti degli operatori ma anche quello di mettere in campo strumenti che incentivino la domanda di servizi di nuova generazione mediante la creazione di una vera e propria cultura digitale che consenta ai cittadini ed alle imprese – soprattutto quelle più piccole e tradizionali – di cogliere i vantaggi connessi alla digitalizzazione e di acquisire quelle conoscenze ed abilità indispensabili nel nuovo ecosistema digitale. A ciò si aggiunge la ineludibile necessità per la P.A. di compiere una vera e propria rivoluzione culturale ed organizzativa che consenta, finalmente, l’offerta di servizi digitali alla cittadinanza in tutti gli ambiti e settori di azione così da accelerare il processo di maturazione della domanda.

La consapevolezza che la strada da percorrere per l’instaurazione di una vera e propria società digitale in Italia è ancora lunga ed irta di difficoltà è piena ma allo stesso tempo non può sfuggire l’enorme passo avanti compiuto dal nostro Paese. Finalmente abbiamo un Piano strategico organico che mancava da anni, finalmente si è messo mano all’annosa questione legata al c.d. Decreto Scavi mediante il recepimento della Direttiva n. 61/2014 che senza dubbio rappresenta un forte incentivo all’infrastrutturazione, finalmente sono state stanziate risorse per le aree a fallimento di mercato, finalmente si è dato il via ai bandi. Dall’immobilismo siamo passati alla messa in campo di tante iniziative che mirano tutte all’infrastrutturazione e digitalizzazione del nostro Paese. Ora non resta che cavalcare l’entusiasmo che nonostante la crisi economica ancora non superata e nonostante i ricavi del settore in diminuzione non impedisce alle imprese di scommettere sul futuro e destinare enormi risorse agli investimenti con la consapevolezza che anche nel fisso il nostro Paese ha l’occasione di accelerare sullo sviluppo e diventare un big in Europa.

 

Vicepresidente dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Tor Vergata nel 2006 ha partecipato, nel 2009, al master di II Livello in “Antitrust e Regolazione dei Mercati” presso la facoltà di Economia della medesima università conseguendo il relativo titolo nel 2010, anno in cui ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione forense.

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