Carenza di farmaci: un documento condiviso per contrastare il fenomeno

imagesLo scorso giovedì, presso la sede dell’Agenzia Italiana del Farmaco, è stato sottoscritto dalle principali associazioni di settore – Federfarma, Farmindustria, A.D.F., Assogenerici, Assoram –  un documento volto a contrastare il fenomeno delle esportazioni parallele di farmaci – il cosiddetto parallel trade – in mercati più redditizi, che provoca la carenza di molti medicinali, con gravissime ripercussioni sulla salute dei cittadini.

Nel 2015,  in seguito alle numerose segnalazioni  riguardanti l’indisponibilità di alcuni medicinali nel nostro Paese, è stato istituito un Tavolo Tecnico “Indisponibilità”, nell’ambito del quale è stato concepito ed elaborato il suddetto documento, alla cui stesura hanno collaborato il Ministero della Salute, l’AIFA, la Regione Lazio e la Regione Lombardia.

I lavori del tavolo – a cui hanno partecipato anche le associazioni sopra citate – hanno consentito di avviare un progetto pilota in grado di individuare modalità condivise per l’intensificazione delle attività di vigilanza sulla concreta applicazione delle norme vigenti, attraverso una serie di controlli sul territorio e grazie al supporto del Comando Carabinieri NAS[1].

Il documento ribadisce i principi normativi fondamentali che regolamentano il settore del farmaco, che deve essere in primo luogo considerato come “servizio pubblico”. L’obbligo di servizio pubblico  – nel caso specifico per i grossisti – è definito dal D.Lgs. 19 febbraio 2014, n.17 in tali termini: “l’obbligo peri grossisti di garantire in permanenza un assortimento di medicinali sufficiente a rispondere  alle  esigenze  di  un  territorio geograficamente determinato, nei limiti di cui predetti medicinali siano forniti dai titolari di AIC, e di provvedere alla consegna delle forniture richieste in tempi brevissimi su tutto il territorio in questione; a tal fine non possono essere sottratti, alla  distribuzione  e  alla vendita per il territorio nazionale, i medicinali per i quali sono stati adottati specifici provvedimenti al fine di prevenire o limitare stati di carenza  o indisponibilità,  anche  temporanee,  sul  mercato o in assenza di valide alternative terapeutiche”.

Inoltre, il testo condiviso contiene norme che disciplinano l’attività di distribuzione all’ingrosso e al dettaglio dei medicinali, che hanno come fine ultimo quello di tutelare la salute pubblica e del singolo, garantendo la disponibilità e l’accessibilità al farmaco.

Dunque,  il documento vuole definire in modo incontrovertibile il modus operandi degli operatori del mercato farmaceutico impegnati nella distribuzione di medicinali ed evitare che i cittadini si trovino sprovvisti di quei farmaci che nonostante siano prodotti per il mercato italiano finiscono sul mercato di altri paesi europei, dove la vendita risulta essere economicamente più conveniente.

Research Fellow dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Laureata in Economia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, con una tesi in Finanza Aziendale Internazionale. Successivamente ha conseguito un master di II livello in “Concorrenza, economia della regolamentazione e della valutazione”, presso la medesima università.

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