“Connected care”: la sanità del futuro?

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Maria Rosaria DELLA PORTA

384279-995x663L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche legato anche a stili di vita scorretti e le limitate risorse finanziare mettono sotto pressione il sistema sanitario, imponendo un cambiamento che deve concretizzarsi in maggiore efficienza, minori costi e migliori prestazioni sanitarie. In tale contesto, la sanità digitale potrebbe essere la risposta risolutiva ai bisogni attuali nell’ottica di un miglioramento del sistema sanitario.

Questo è quanto emerge da uno studio commissionato da Philips a livello globale e che dedica un approfondimento alla realtà italiana. L’indagine – Future Health Study 2016. I cittadini italiani sono pronti per la “Connected Care”? – condotta su un campione rappresentativo della popolazione italiana di pazienti, cerca di comprendere qual è il rapporto dei cittadini con la propria salute e il grado di consapevolezza delle possibilità offerte dalla sanità digitale.

L’85% degli intervistati dichiara di aver utilizzato internet per cercare le risposte a domande di carattere medico mentre il 55% ha letto sul web recensioni su un medico o altro professionista sanitario prima di consultarlo. Risulta, in particolare, che sono le donne ad utilizzare maggiormente internet rispetto agli uomini, così come le persone che soffrono di patologie croniche e coloro che hanno un maggior livello di scolarizzazione mentre i residenti nelle regioni del Sud sono quelli che ricercano maggiormente le recensioni sui medici.

Il 45% degli intervistati possiede almeno un dispositivo per l’ “health tracking”, con un tasso di utilizzo pari al 92% che mette in luce la volontà di prendersi cura di sé in modo attivo. La maggior parte dei dispositivi riguarda l’attività sportiva e il fitness.

Fondamentale, inoltre, il ruolo della telemedicina che ridisegna il rapporto tra paziente e professionista sanitario (e/o struttura sanitaria) e che cerca di colmare il crescente bisogno di interazione che coinvolge questi due soggetti, sia perché permette di condividere dati sulla salute, sia perché consente un accesso efficiente ed immediato alle informazioni mediche. Il 52% del campione ritiene la comunicazione online complementare all’interazione personale e il rapporto virtuale medico-paziente si riferisce soprattutto all’interesse di fissare un appuntamento dal medico, fare una domanda di carattere medico, ricevere esiti di un testo o richiedere una ricetta medica.

La sanità digitale – come ogni cosa – ha, però, dei pro e dei contro. È, quindi, opportuno porre dei limiti e delle condizioni: la capacità di diagnosi deve rimanere ai medici ed il crescente tasso di adozione dei dispositivi tecnologici da parte dei pazienti deve essere affiancato da una corretta informazione sui benefici ma anche sui rischi che potrebbero scaturire dall’uso delle tecnologie applicate alla salute.

La digitalizzazione sanitaria è davvero la nuova frontiera a cui tendere per consentire al sistema sanitario di essere efficiente, performante e sostenibile?

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