EHCI 2016: Sanità italiana in 22° posizione, colpa del divario Nord-Sud

allegato4013391Il sistema sanitario italiano continua a guardare da lontano i Paesi del Nord Europa: anche quest’anno, infatti – pur registrando un lieve miglioramento – si conferma al 22° posto secondo l’Euro Index Consumer Health 2016 (EHCI) pubblicato dalla Health Consumer Powerhouse, che valuta dal punto di vista dei consumatori/utenti – ormai dal 2005 –  i sistemi sanitari di 35 paesi del continente europeo sulla base di 48 indicatori suddivisi in 6 aree: diritti dei pazienti e informazione; accesso alle cure misurato in termini di tempo di attesa per accedere ai trattamenti; risultati dei trattamenti medici; gamma dei servizi; prevenzione; disponibilità e uso dei prodotti farmaceutici.

L’Italia è riuscita a totalizzare un punteggio pari a 682, collocandosi nella metà inferiore della classifica, dietro a Paesi come Portogallo, Slovenia, Spagna, Croazia, Macedonia e Irlanda. Al vertice della classifica si confermano, invece, i Paesi Bassi con un punteggio pari a 927 (il massimo raggiungibile è 1.000); sul podio anche Svizzera (904) e Norvegia (865).

Rispetto a 10 anni fa la sanità italiana anziché progredire è arretrata: infatti, nel 2006 era in 11° posizione su un totale di 26 paesi analizzati.

EHCI 2016(1)

A pesare maggiormente sullo scarso posizionamento in classifica del nostro Paese sono soprattutto le differenze regionali. Infatti, si legge nel rapporto che “l’Italia ha la più grande differenza riferita al Pil pro capite tra le regioni di qualsiasi paese europeo. Il Pil della regione più povera è solo un terzo di quello della regione più ricca (Lombardia). Anche se in teoria l’intero sistema sanitario opera sotto un Ministero centrale della salute, il punteggio dell’Italia è un mix tra il verde (livello alto) da Roma in su e il rosso (livello più basso) per le regioni meridionali, e per questo su molti indicatori i punteggi  sono gialli (livello medio)”. Dunque, nonostante in molte parti del paese ci siano servizi di assistenza sanitaria di eccellenza, le disuguaglianze territoriali  pregiudicano il punteggio dell’Italia.

In generale, il rapporto evidenzia come la sanità europea sia in costante miglioramento su diversi aspetti, quali la mortalità infantile o il tasso di sopravvivenza delle malattie cardiovascolari e cancro ma auspica che si prendano come modello i Paesi con le migliori performance in modo da ridurre le inefficienze, migliorare la qualità delle prestazioni e arginare il fenomeno della rinuncia alle cure per motivi economici, che nel nostro Paese è davvero preoccupante.

Research Fellow dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Laureata in Economia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, con una tesi in Finanza Aziendale Internazionale. Successivamente ha conseguito un master di II livello in “Concorrenza, economia della regolamentazione e della valutazione”, presso la medesima università.

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