Imprenditori stranieri in Italia: 2017 da record

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Maria Francesca AMODEO

ImmagineGli stranieri residenti in Italia fanno sempre più impresa, soprattutto al Nord. E’ quanto si evince dall’indagine svolta da Unioncamere-InfoCamere e basata sui dati raccolti nel Registro delle imprese delle Camere di commercio. Nel nostro Paese il numero di imprese di proprietà di cittadini stranieri è cresciuto in modo rilevante nel corso nel 2017. Un aumento che ha coperto il 42% dell’incremento annuo delle attività imprenditoriali avviate all’interno dei confini nazionali.

Le aziende di proprietà straniera registrate in Italia lo scorso anno sono 590.000 – 19.197 in più rispetto al 2016 – e rappresentano il 9,6% del numero totale delle imprese presenti oggi sul nostro territorio.

Da sottolineare la situazione di Toscana, Veneto, Liguria e Marche. In queste regioni il contributo delle imprese non italiane è stato indispensabile per la crescita economica, al punto che – senza il supporto delle società che fanno capo a titolari stranieri – per queste quattro realtà la percentuale di crescita dell’imprenditoria regionale nel 2017 sarebbe stata addirittura negativa.

La regione che attrae di più gli investitori esteri è però la Lombardia, dove sono ben 114.000 le imprese a conduzione straniera. Seguono Lazio e Toscana, mentre il Mezzogiorno è ancora indietro. L’unica eccezione è la Campania dove a tal proposito si registra, in percentuale, il tasso di crescita più alto di tutto il Paese. Nel 2017 infatti le iniziative estere sono aumentate del 6,1% in tutta la regione e addirittura del 9,6% nella sola città di Napoli.

Non stupiscono invece i dati della provincia di Prato, da decenni patria dell’imprenditoria straniera e specialmente di quella asiatica. Il distretto toscano resta saldamente in vetta alla classifica delle province con la maggior concentrazione di imprese dalla paternità estera (il 27,8%) seguito da quelle di Trieste e Firenze ferme rispettivamente al 16 e al 15,8%.

La provenienza geografica degli imprenditori stranieri che decidono di investire in Italia è molto differenziata. I più attivi sono i cittadini provenienti dal Marocco, con 68.259 aziende individuali molte delle quali concentrate nel torinese. Secondi i cinesi con più di 52.000 società, mentre sul terzo gradino del podio troviamo i romeni con quasi 50.000 imprese. In particolare il 15% delle aziende di proprietà romena ha sede a Roma, che rappresenta anche la prima scelta per i cittadini provenienti dal Bangladesh, tanto che il 42,5% di loro svolge la sua attività proprio sul territorio capitolino. Gli egiziani, invece, prediligono Milano al pari dei cinesi. Un fenomeno molto meno radicato nel Sud Italia: le uniche città che fanno registrare presenze rilevanti sono Napoli – dove si concentrano numerose aziende pachistane – e Lecce, scelta in particolare da cittadini svizzeri.

Molti e differenti sono i settori in cui gli stranieri che vivono ormai stabilmente in Italia decidono di investire. Il comparto con i numeri in assoluto più alti è il commercio al dettaglio (circa 162.000 imprese, il 19% di tutte le aziende del settore), seguito dai lavori di costruzione specializzati (109.000, il 21% del totale) e dai servizi di ristorazione (poco più di 43.000, pari all’11% dell’intero comparto). In termini relativi, però, è l’attività delle telecomunicazioni a prevalere. Su quasi 11.000 aziende presenti in Italia e attive in questo settore, quelle straniere sono ben 3637, pari al 33,6%.

Classe 1991, calabrese. Ha conseguito un Master in giornalismo politico, economico e di informazione multimediale alla Business School del Sole24Ore. Impegnata in politica, ha ricoperto il ruolo di coordinatrice nazionale dei giovani CD. Collabora con diverse testate giornalistiche online occupandosi di politica e anche di musica. Da dicembre 2017 nell’Ufficio stampa di I-Com.