Limiti e potenzialità dei BitCoin e delle altre criptovalute


Domenico SALERNO

Il BitCoin, la più famosa tra le criptovalute, a dicembre ha toccato il suo massimo storico raggiungendo un controvalore di oltre 19.300 dollari. Oggi la moneta digitale per eccellenza vale circa 8.000 dollari ma la sua portata subisce continue oscillazioni.

Questi periodici cambi di valore danno l’idea di quanto il BitCoin sia più simile a uno strumento di speculazione finanziaria che ad una vera e propria riserva di denaro.

C’è da dire che il fenomeno generale delle criptovalute ha assunto negli ultimi tempi una grandissima notorietà e ha attirato l’attenzione di un numero sempre crescente di persone. E’ interessante indagare su quali siano le reali dimensioni di questo fenomeno.

I BitCoin attualmente in circolazione sono poco meno di 17 milioni e il loro numero è in costante aumento. Nuovi Coin vengono infatti sbloccati tramite la soluzione di calcoli criptografici di enorme complessità che una volta risolti danno diritto a ricevere una ricompensa: un’unità di valuta o una frazione di essa.

Il processo non è semplice né economico e necessita di un’enorme potenza di calcolo che assorbe notevoli quantità di energia. Nonostante queste barriere, un nuovo blocco viene liberato ogni 11 minuti.

 

I BitCoin circolanti hanno una capitalizzazione di circa 147 miliardi di dollari e solo nell’ultimo mese sono state effettuate in media 187 mila transazioni al giorno (pari a quasi 24 miliardi di dollari). Queste transazioni vengono effettuate mediamente da 400 mila utenti unici al giorno.

Molto interessante è il dato che riguarda il numero di wallet creati, utile per capire le dimensioni del fenomeno dei BitCoin. Per operare con una qualsiasi criptovaluta, infatti, è necessario utilizzare un portafoglio elettronico, ovvero un software che permette di conservare, inviare e ricevere pagamenti in valuta digitale.

La crescita dilagante di questo fenomeno gli sta lentamente permettendo di entrare nel mondo reale. Se prima era possibile spendere i BitCoin solo su pochi siti specializzati, adesso si stanno sperimentando metodi per utilizzare questa moneta nella vita di tutti i giorni.

Pioniera in questo senso è la cittadina di Rovereto dove in molti esercizi è possibile pagare con BitCoin commerciali e dove i dipendenti sono in parte retribuiti tramite criptovaluta.

Ma il momento in cui i BitCoin rimpiazzeranno le valute nazionali sembra ancora lontano. L’incertezza che nasce dalla mancanza di un organismo centrale che regola la moneta e che ha il potere di intervenire in caso di oscillazioni di valore elevate, si presenta come uno scoglio insormontabile.

Se è vero che i sistemi di pagamento basati sulla blockchain sono relativamente semplici e sicuri, la minaccia di una perdita improvvisa del proprio potere d’acquisto preclude l’utilizzo di questa valuta ai soggetti scarsamente propensi al rischio.

Research Fellow dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Nato ad Avellino nel 1990. Ha conseguito una laurea triennale in “Economia e gestione delle aziende e dei servizi sanitari” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e successivamente una laurea magistrale in “International Management” presso la LUISS Guido Carli. Al termine del percorso accademico ha frequentato un master in “Export Management & International Business” presso la business school del Sole 24 Ore.