Fiction tv, gli Stati Uniti scelgono il made in Italy

Articolo blog
Bruno ZAMBARDINO

Le fiction italiane vengono comprate dagli Stati Uniti, che di serie sono maestri e hanno insegnato al mondo. Non solo le coproducono, ma le acquistano anche. È successo con Gomorra, divenuta serie di punta, con ottime recensioni da parte della stampa, di Sundance TV, rete via cavo dedicata alla programmazione di qualità.

Certo parliamo di un prodotto targato Sky, che nel tempo ha tirato fuori dal cilindro svariati successi appetibili all’estero. Quella che invece appare una novità è che finalmente anche la Rai, che finora aveva puntato sul consenso nazional-popolare, ha dimostrato di saper svecchiare la propria immagine e tirare fuori serie innovative, fresche, nei personaggi, nel linguaggio, nelle storie. È il caso di Rocco Schiavone, il burbero vicequestore romano nato dalla penna di Antonio Manzini spedito a risolvere casi tra le montagne della Valle d’Aosta. La produzione Cross Production e Rai Fiction è distribuita da Beta, colosso tedesco che ha firmato un accordo per la messa in onda sul canale statunitense Starz.

Molto atteso all’estero è anche l’adattamento tv del best seller di Umberto Eco Il nome della rosa, produzione Palomar e 11 Marzo Film che vede nel cast John Turturro nei panni del monaco Guglielmo da Baskerville – ruolo che nel celebre film del 1986 di Jean-Jacques Annaud fu di Sean Connery – e Rupert Everett in quelli dell’inquisitore Bernardo Gui. Il nuovo progetto, che in realtà era in cantiere da anni, viene dopo il successo della serie Rai I medici, coproduzione anglo-italiana con un cast stellare. Per non parlare della prima attesissima stagione de L’amica geniale, trasposizione televisiva della saga della misteriosa scrittrice Elena Ferrante, che andrà in onda in contemporanea su HBO e Rai Uno, mentre Tim Vision ne detiene i diritti on demand.

Fronte OTT, Netflix da tempo ormai punta ad adattare i propri prodotti ai gusti e alle situazioni dei territori dove si è insediata. La sua prima produzione seriale made in Italy, Suburra, è stata un grande successo internazionale.

Intanto la concorrenza tra piattaforme si fa sempre più accesa: gli OTT che si cimentano in produzioni originali di successo fanno paura e le tv corrono ai ripari. Da qui lo sforzo di Rai, France Télévisions e i tedeschi di Zdf di coprodurre e distribuire serie tv, in un’Alleanza a cui potranno aggiungersi altre emittenti come gli spagnoli di Rtve o i belgi di Rbtf e Vrt e gli svizzeri di Rts. Al momento l’unico progetto comune di cui si è a conoscenza è Leonardo, sulla vita del grande artista di cui ricorre il cinquecentesimo anniversario della scomparsa.

La fiction, dunque, si conferma una componente importante della programmazione televisiva europea: a ribadirlo è uno studio dell’Osservatorio Europeo dell’Audiovisivo, che ha conteggiato una produzione annuale di 920 differenti titoli, che rappresentano più di 16.400 episodi in più di 11.000 ore.

Numero medio di titoli, episodi e ore di fiction tv prodotte per anno in UE, 2015-2016

In testa la Germania, che produce il maggior numero di titoli, seguita da Francia, Gran Bretagna, Paesi Bassi e al quinto posto l’Italia, di poco davanti alla Spagna. La Germania prevale anche per numero di ore prodotte, classifica in cui l’Italia si posiziona al nono posto.

A proposito di reti pubbliche, sono proprio queste che producono la maggior parte (il 73%) dei titoli sebbene valgano per il 44% delle ore a dimostrazione del loro focalizzarsi su formati di minore durata rispetto alle emittenti private.

Gli SVOD contano poco nella produzione di fiction tv, l’1,2% dei titoli e lo 0,4% delle ore nel 2015 e nel 2016, ma, considerati i nuovi obblighi relativi alla presenza di produzioni europee nei cataloghi delle piattaforme di streaming online a cui saranno costretti dalla normativa comunitaria e nazionale, queste percentuali non possono che aumentare.

Articolo scritto in collaborazione con Monica Sardelli