Energia, ecco come aumentano gli investimenti globali in rinnovabili

Articolo
Lorenzo DE SANTIS

Gli investimenti in fonti rinnovabili continuano ad aumentare in maniera considerevole, specialmente nel settore elettrico. È questo il dato più significativo che emerge dal Renewables 2018 Global Status Report redatto dal REN21 (Renewable Energy Policy Network).

Analizzando nel dettaglio la produzione elettrica globale, si evince che le fonti rinnovabili nel 2017 hanno fornito un contribuo assai rilevante. Una circostanza in linea con la significativa crescita dell’ultimo decennio. Tuttavia il problema rimane il differente grado di sviluppo dei diversi Paesi considerati: in alcuni casi elevato ma in altri ancora troppo arretrato.

L’Italia risulta tra gli Stati virtuosi all’interno di questa classifica. A fare da traino è stato il settore del fotovoltaico attraverso il quale la nuova capacità di produzione elettrica è aumentata. Grazie a questo trend, l’Italia si classifica quinta a livello mondiale alle spalle di Cina, Usa, Giappone e Germania.

Se poi si considera la capacità pro-capite, con il contributo del fotovoltaico dell’8,7% su tutta l’elettricità italiana, la classifica migliora e il nostro Paese si piazza al quarto posto.

Continuando nell’analisi del report, si può osservare come l’energia prodotta da fonti rinnovabili nel 2017 sia stata in grado di coprire il 26,5% del fabbisogno mondiale. Se nel settore elettrico il trend mondiale è in continuo miglioramento, non si può affermare lo stesso nei settori del riscaldamento e dei trasporti dove l’utilizzo dei combustibili fossili occupa ancora la fetta maggiore. Basti pensare che nei trasporti il petrolio rappresenta la fonte energetica maggiormente utilizzata con una domanda globale pari al 92%.

IL CASO ITALIANO

L’Italia ha dunque compiuto rilevanti progressi nel settore energetico: già nel 2015 è stato conseguito l’obiettivo indicato nella direttiva Ue del 2009 che prevedeva la quota del 17% di fonti rinnovabili sul consumo finale da raggiungere entro il 2020.

Inoltre, la Strategia energetica nazionale (Sen) 2017 ha previsto un’ulteriore crescita al 20% entro il 2020 e al 28% entro il 2030. Questo ottimismo è dovuto anche al fatto che nell’ultimo decennio si è registrata una crescita notevole delle rinnovabili sui consumi finali, passate dal 6% del 2004 al 17,3% nel 2015.

La Sen-2017 ha anche fissato gli obiettivi attraverso i quali l’Italia punta a diventare un Paese sempre più competitivo, sostenibile e sicuro negli approvvigionamenti.

I target quantitativi più significativi sono la quota del 28% di rinnovabili sui consumi complessivi entro il 2030, di cui il 55% deriverà dall’elettrico e il 21% dai trasporti. A questo obiettivo si aggiunge la cessazione della produzione di energia elettrica da carbone al 2025, che si inserisce nella visione di lungo periodo che prevede la decarbonizzazione pressoché totale entro il 2050.

LE DIFFICOLTA’ DI SUD AMERICA E AFRICA

Tra le aeree più arretrate nella produzione di energia elettrica da fotovoltaico si registrano il Sud America e l’Africa. Quest’ultime, pur avendo a disposizione un potenziale considerevole di energia solare, si piazzano nella parte più bassa della classifica. Tuttavia il margine di crescita è significativo. Per garantire lo sviluppo di questo settore sarà però necessario l’abbattimento dei costi dei pannelli solari. E poi che i principali stati dovranno sempre più trainare i restanti Paesi dei rispettivi continenti (Brasile e Messico nell’America Latina e Sud Africa e Algeria in Africa).