Blockchain, potenzialità e possibili utilizzi nel mercato assicurativo. Lo studio

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Domenico Salerno

Lo scorso mese la società di consulenza Boston Consulting Group ha pubblicato uno studio chiamato The first all blockchain insurer in cui si indagano le potenzialità della tecnologia blockchain nel mercato assicurativo. La blockchain è un database decentralizzato e criptato che segue precise regole di sicurezza. Questa può essere paragonata a un libro mastro digitale che può essere modificato da chiunque faccia parte della rete ma solo con il consenso di tutti i partecipanti. Una volta che un’operazione viene effettuata e confermata dagli altri utenti diventa immutabile e consultabile da chiunque in qualsiasi momento.

L’assicurazione si basa sulla raccolta di informazioni, la valutazione di queste e il calcolo di un corrispettivo in base ai risultati ottenuti. La catena a blocchi quindi, per sua natura, si potrebbe adattare perfettamente al mercato assicurativo. Un sistema che permette di gestire le informazioni in maniera semplice, sicura e veloce avrebbe di sicuro un’influenza positiva sull’intero comparto. Secondo gli studiosi del Boston Consulting Group l’impatto economico derivante dall’applicazione di questa tecnologia alle assicurazioni è quantificabile in una riduzione del combined operating ratio quantificabile tra i 5 e i 13 punti percentuali e nell’incremento di oltre 200 miliardi di dollari del margine tecnico ottenuto.

A livello pratico la gestione, per esempio, di una richiesta di liquidazione di un sinistro tra società che condividono la catena potrebbe avvenire in maniera automatica, abbattendo i costi delle pratiche burocratiche e velocizzando il processo. La condivisione di informazioni tra le varie società permetterebbe inoltre di fissare prezzi più equi e limitare le frodi. La blockchain potrebbe essere aperta anche ad altri soggetti detentori di dati di interesse per le compagnie assicurative. Un database in cui non sia possibile solo trovare il profilo di rischio di un utente ma, ad esempio, il numero di multe per eccesso di velocità che ha preso nella sua vita oppure la cronologia e la tipologia delle manutenzioni effettuate sul veicolo che si intende assicurare potrebbe permettere di formulare un premio molto più accurato.

Questi aspetti stanno portando numerosi giganti del settore a investire in ricerca e sviluppo per implementare una catena che si adatti a questo mercato. Alcune compagnie, tra cui Allianz, Generali, Re e Zurich hanno dato vita ad un progetto chiamato Blockchain insurance industry initiative B3i che ha l’obiettivo creare un ecosistema che migliori l’efficienza delle compagnie e ne riduca i costi operativi, oltre a consentire una crescita redditizia attraverso l’innovazione e l’apertura a nuove opportunità di business. La B3i si occuperà anche di sviluppare gli standard necessari affinché le compagnie possano cooperare positivamente nel mercato.

Research Fellow dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Nato ad Avellino nel 1990. Ha conseguito una laurea triennale in “Economia e gestione delle aziende e dei servizi sanitari” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e successivamente una laurea magistrale in “International Management” presso la LUISS Guido Carli. Al termine del percorso accademico ha frequentato un master in “Export Management & International Business” presso la business school del Sole 24 Ore.

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