Lombardia, l’irresistibile ascesa delle start-up. Ma la spesa in ricerca e sviluppo può migliorare

Articolo
Maria Virginia Tommasini

2.354 start-up, ben il 24,6% di quelle presenti sul territorio italiano e il 44,7% di quelle attive nel solo Nord. La Lombardia si conferma di gran lunga la regione italiana a maggiore presenza di piccole e medie imprese innovative, seguita dal Lazio con 1.002 e dall’Emilia-Romagna con 907. I dati emergono dalla ricerca sul sistema economico lombardo e milanese condotta dall’Istituto per la Competitività (I-Com) nell’ambito delle attività del suo osservatorio sulle relazioni tra imprese e territori che il prossimo 22 ottobre toccherà anche Napoli prima dell’appuntamento conclusivo di carattere nazionale in programma il 27 novembre (qui può essere scaricata la versione integrale del rapporto e qui possono essere visionate le video-interviste realizzate a margine dell’evento di presentazione al Pirellone).

Dal report emerge inoltre come a fare la parte del leone sia Milano che ospita il 73% delle start-up regionali, pari a 1.646 su 2.354. Seguono Bergamo (7%) e Brescia (6%). Tuttavia – ed è da sottolineare considerati i numeri citati – sorprende che la Lombardia non eccella particolarmente per la spesa in ricerca e sviluppo a proposito della quale si colloca pienamente in linea con la media italiana. Nel complesso, infatti, il nostro Paese spende in ricerca e sviluppo l’1,3% del Pil. La stessa identica percentuale della Lombardia e delle regioni del Centro mentre quelle del Nord – appunto, Lombardia a parte – la superano, con l’1,5%. Il Mezzogiorno, invece, è al di sotto della media nazionale con l’1% del Pil. Una buona parte degli investimenti in ricerca e sviluppo della regione è sostenuta dalle imprese (il 71%), mentre il 16% dalle università (pubbliche e private) e solo il 6% dalle istituzioni pubbliche.

Il rapporto fa anche il punto della situazione sulla presenza di imprese nella regione: il tessuto produttivo della Lombardia è formato da circa 815 mila aziende attive, che rappresentano il 18,6% di quelle esistenti in Italia e che impiegano 3,8 milioni di addetti. La dimensione media delle imprese in Lombardia è superiore sia rispetto alla media italiana che rispetto alle altre regioni del Nord del Paese. Le aziende lombarde impiegano 4,8 lavoratori per impresa, mentre in Italia la dimensione media è di 3,8 lavoratori. Un dato, quest’ultimo, che è invece superiore per il settore manifatturiero le cui imprese contano in media 12,3 lavoratori ciascuna, rispetto a una media italiana di 9,4. Tra le regioni del Nord le aziende manifatturiere sono più grandi in termini di personale solo in Friuli Venezia Giulia e in Piemonte. La presenza di imprese è prevalentemente concentrata nella provincia di Milano dove si contano 96 aziende e 599 lavoratori ogni mille abitanti, con una dimensione media di 6,2 addetti, la più alta della regione. A Milano seguono la provincia di Brescia e la provincia di Monza e della Brianza con, rispettivamente, 80,6 e 79 imprese ogni mille abitanti. Ultima Lodi.

Altro punto di forza del sistema economico lombardo è poi rappresentato dai distretti industriali. In Italia ne esistono nel complesso 137 la maggior parte dei quali è situata nelle regioni del Nord (61%), in particolare dell’Italia centro-orientale (37% del totale dei distretti). La Lombardia è la seconda regione – dopo il Veneto – a più alta vocazione distrettuale, con ben 23 distretti tradizionali e 4 poli tecnologici. Dal punto di vista dei risultati il 2017 è stato certamente un anno positivo per i distretti lombardi, che con un incremento dell’export pari al 7,3%, hanno conseguito risultati superiori alla media dei distretti del Nord (5,6%) e di quelli italiani (5%).

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