Blockchain, una rivoluzione anche per i servizi pubblici?

Articolo
Domenico Salerno

Il mese scorso presso la fondazione Ugo Bordoni si è tenuto un seminario di approfondimento tecnologico intitolato “Blockchain e servizi: Quale ruolo in Italia per le PA e le imprese?”. In questo periodo la catena a blocchi sta vivendo un periodo di grande fermento nel nostro Paese. Sono ormai più di 2 anni che a livello globale si stanno studiando destinazioni d’uso per questa tecnologia al di fuori dell’ambito delle criptovalute e con l’insediamento del nuovo governo questo processo sembra aver subito una importante accelerazione anche in Italia.

La blockchain si sta quindi trasformando da strumento finanziario a opportunità per garantire rapidità, sicurezza e trasparenza nella gestione dei servizi pubblici. Sono molte le istituzioni nazionali che stanno già attivamente sperimentando l’utilizzo della catena a blocchi (in un nostro precedente articolo abbiamo parlato delle attività intraprese dal MIUR) e questa posizione è stata ampiamente confermata durante il seminario Bordoni. Il ministero dell’Economia e delle Finanze rappresentato dal direttore dei sistemi informativi e dell’innovazione Roberta Lotti, in accordo con la Corte dei Conti, ha affidato a Sogei l’obiettivo strategico di studiare i possibili ambiti di applicazione della catena nella certificazione delle comunicazioni delle pubbliche amministrazioni.

Ma questo non è l’unico progetto che lega la blockchain al Mef che sta anche sviluppando il programma “PoSeID-on” (Protection and control of Secured Information by means of a privacy enhanced Dashboard) dedicato all’implementazione di una piattaforma per la gestione sicura dei dati personali in accordo con le disposizioni del Gdpr. Un progetto finanziato tramite il programma dell’Unione Europea Horizon 2020 e selezionato tra oltre 80 proposte pervenute. Dalla discussione sono emersi anche numerosi campi di applicazione in cui, anche se non esistono ancora iniziative avviate, la blockchain potrebbe fare un’enorme differenza.

In sanità la catena sarebbe un utile alleato contro gli spechi e nella validazione delle certificazioni vaccinali (che negli ultimi tempi hanno subito numerosi casi di contraffazione). Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è interessato alla blockchain su due fronti: nel controllo dello stato manutentivo delle opere pubbliche e nella gestione di un servizio integrato dei trasporti. Il deputato della Lega e membro della Commissione Trasporti e Telecomunicazioni Massimiliano Capitanio ha ricordato la discussione in corsoa proposito della riforma del Codice della Strada: in tal senso la blockchain potrebbe entrare in gioco ad esempio per il controllo delle targhe.

Solo alcuni dei campi in cui questa tecnologia potrebbe fare la differenza. Soprattutto dopo la sottoscrizione da parte dell’Italia dell’European Blockchain Partnership che potrebbe aprire a ulteriori e persino inimmaginabili sviluppi.

Nato ad Avellino nel 1990. Ha conseguito una laurea triennale in “Economia e gestione delle aziende e dei servizi sanitari” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e successivamente una laurea magistrale in “International Management” presso la LUISS Guido Carli. Al termine del percorso accademico ha frequentato un master in “Export Management & International Business” presso la business school del Sole 24 Ore.

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