Contributi, requisiti e presentazione della domanda. Tutte le informazioni utili sulla cosiddetta Quota 100

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Gaia Del Pup

Nel decreto legge numero 4 del 2019, per il quale è già iniziato l’iter di conversione in legge, oltre alle disposizioni sul reddito di cittadinanza, è contenuta la disciplina della cosiddetta Quota 100. Il nuovo trattamento di pensione anticipata prevede la possibilità, per chi abbia compiuto 62 anni di età, di accedere al trattamento pensionistico con 38 anni di contributi maturati, in anticipo quindi di 5 rispetto al sistema vigente. Questa possibilità sarà disponibile inizialmente e in via sperimentale solo per il triennio 2019-2021.

I REQUISITI E I CONTRIBUTI

Oltre al requisito di età che, come si legge nel decreto, non risulta adeguato agli incrementi nella speranza di vita, il punto fondamentale del sistema Quota 100 verte sull’individuazione dei contributi idonei a raggiungere la soglia prevista. Sono individuati come utili tutti i contributi che siano accreditati, a qualsiasi titolo, a favore del richiedente. E’ specificato infatti che chi risulti iscritto a due differenti gestioni Inps possa cumulare gratuitamente i contributi per giungere alla soglia dei 38 anni. Discorso diverso invece per chi sia iscritto a una cassa professionale: in questo caso è comunque possibile il cumulo ma l’unico modo è la ricongiunzione a titolo oneroso.

Un nodo si era presentato per la questione dei contributi figurativi, cioè quelli versati senza oneri per l’interessato nei periodi in cui non abbia svolto attività lavorativa come, ad esempio, durante il congedo di maternità o la malattia. Inizialmente si era ritenuta applicabile la legge 153/1969 la quale, per raggiungere la soglia contributiva richiesta, prevedeva che sui 38 anni di contributi stabiliti almeno 35 fossero di contribuzione effettiva. La questione è stata definitivamente risolta dall’Inps che in una circolare ha precisato: “Ai fini del perfezionamento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione a qualsiasi titolo versata o accreditata in favore dell’assicurato, fermo restando il contestuale perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione utile per il diritto alla pensione di anzianità, ove richiesto dalla gestione a carico della quale è liquidato il trattamento pensionistico”.

In conclusione, per raggiungere i requisiti previsti per Quota 100, saranno validi i contributi obbligatori, da riscatto, volontari e figurativi. Non saranno invece compatibili il riscatto agevolato della laurea, riservato a chi abbia meno di 45 anni, e la pace contributiva, misura indirizzata a chi non abbia contributi antecedenti al 1996, non espressamente vietati ma incompatibili per ragioni temporali.

IL CALCOLO E LA DECORRENZA DELLA PENSIONE

Nel decreto non sono previste modalità di calcolo specifiche per l’assegno pensionistico. Quindi, chi aveva maturato entro la fine del 1995 almeno 18 anni di contributi, vedrà la pensione calcolata con il sistema retributivo fino al 2011 e contributivo dall’anno seguente. Chi, a quella data, aveva un’anzianità contributiva inferiore a 18 anni rientrerà nel metodo misto di calcolo: retributivo fino al dicembre 1995 e contributivo da gennaio 1996. Se invece i contributi sono stati versati a partire dal 1996, la pensione verrà calcolata interamente con il sistema contributivo. La maggior parte dei richiedenti Quota 100 rientrerà nel sistema di calcolo misto perché chi ha iniziato a lavorare e a versare contributi nel 1996, nel 2019 avrà massimo 24 anni di contributi. Chi invece dovesse ricadere nel sistema retributivo si trova, oggi, ad avere un’anzianità di circa 41 anni potendo quindi accedere alla pensione anticipata piena, raggiungibile con 42 anni e dieci mesi di contributi per gli uomini e 41 e dieci mesi per le donne.

Il decreto prevede differenti finestre temporali per la decorrenza della pensione calcolate a partire dal momento in cui si matura il requisito previsto. Si tratta di tre mesi per i lavoratori dipendenti del settore privato e i lavoratori autonomi, con variazioni a seconda della gestione previdenziale di appartenenza. Se la gestione è interamente a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) la decorrenza è a partire dal primo giorno successivo all’apertura della finestra mentre, se è appannaggio dell’Inps, a decorrere dal primo giorno del mese successivo alla chiusura della finestra. Tempi diversi sono previsti per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni e il personale della scuola: i primi dovranno aspettare sei mesi dalla maturazione del requisito, i secondi l’inizio dell’anno scolastico. Nel caso in cui i contributi siano provenienti da diverse gestioni si fa riferimento all’ultima attività lavorativa svolta.

IL DIVIETO DI CUMULO CON REDDITI DA LAVORO

Nel decreto è espressamente prevista la non cumulabilità della pensione con i redditi da lavoro. L’articolo 14 prevede infatti che, dal primo giorno fino alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia, i redditi da lavoro dipendente o autonomo non possano essere cumulati con l’assegno pensionistico. Fanno eccezione quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale che non superino i 5.000 euro lordi annui. La comunicazione dei redditi eccedenti è a carico del richiedente e se dovessero superare la soglia è prevista la sospensione per l’anno in questione. Se i redditi eccedenti la soglia vengono percepiti nell’anno in cui si raggiunge il requisito per la pensione di vecchiaia, la sospensione opera solo per i mesi precedenti.

COME PRESENTARE LA DOMANDA

La domanda per Quota 100 può essere presentata online tramite i servizi Inps per chi sia in possesso di Spid o Pin rilasciato dall’istituto. Si può, alternativamente chiamare il contact center Inps o rivolgersi ai patronati e ai Centri di assistenza fiscale (CAF). Per poter accedere alla procedura telematica sul sito Inps è necessario essere in possesso delle credenziali e avviare la procedura alla voce “Domanda Pensione” selezionando l’opzione “nuova domanda“. Scegliendo la modalità telematica di invio, nel caso di appartenenza a più gestioni Inps, sarà possibile selezionare il cumulo gratuito dei contributi riferiti alle diverse gestioni.

Sono oltre 20.000 le domande pervenute all’Inps per accedere alla pensione anticipata. Roma, Napoli e Milano sono le città da cui proviene il maggior numero di richieste. Se il reddito di cittadinanza ha visto una concentrazione maggiore delle domande nel Centro e Sud Italia, Quota 100 ha registrato il maggior numero di richieste al Nord. Si sono posti in questi giorni degli interrogativi riguardo le modalità con cui verrà finanziata questa manovra, il cui obiettivo sarebbe quello di liberare posti di lavoro per i giovani.

LE CRITICHE

Critico si è dimostrato il presidente uscente dell’Inps Tito Boeri che, durante l’audizione la Senato del 5 febbraio, ha affermato: “Le risorse per finanziare il pensionamento a 62 anni di età e 38 di contributi arrivano in maggior parte dalla deindicizzazione delle pensioni (blocco delle perequazioni)” . Boeri ha aggiunto che la maggior parte del costo della manovra graverà comunque sulle generazioni future. Per il numero uno dell’Inps, se la manovra dovesse restare sperimentale e confinata al triennio 2019-2021 si rischierebbe un aumento del debito implicito per 38 miliardi di euro e se invece “queste misure diventassero strutturali l’aumento del debito implicito lieviterebbe a oltre 90 miliardi“.

Anche la Corte dei Conti durante l’audizione alla Commissione Lavoro ha dichiarato che Quota 100 avrà un impatto notevole sui conti pubblici e che “l’anticipo dell’età pensionistica comporta sia esigenze di cassa sia debito implicito, in quanto la componente retributiva non viene corretta tenendo conto della maggiore durata della prestazione stessa“.

Public Affairs e Comunicazione dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Nata a Venezia nel 1986, lavora come istruttrice di vela durante gli anni del liceo e dell’università. Si laurea in giurisprudenza all’Università di Bologna con una tesi in diritto della navigazione.

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