Sorpresa! Gli italiani vanno poco dal medico. I dati Eurostat


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Maria Rosaria DELLA PORTA
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La frequenza con cui gli italiani vanno dal medico è bassa. Bassissima. A rivelarlo è l’Eurostat che ha analizzato la frequenza con cui i cittadini europei chiedono un consulto ai medici di base, dentisti e chirurghi.
Nel 2017 quasi 3 italiani su 10 (29,2%) non hanno mai consultato il medico di famiglia (la media europea si attesta al 23,5%). Il 47% è invece ci è andato una o due volte nel corso dell’anno mentre il 17% dalle 3 alle 5 volte. Solo il 7% ha riferito di aver visto il proprio medico di base più di 6 volte in un anno.
A livello europeo, il primato spetta alla Danimarca: il 49% dei danesi si è recato dal proprio medico di famiglia più di 6 volte nell’arco di 12 mesi. Al contrario la Grecia è ultima nel Vecchio Continente.
Tra le varie specialità mediche considerate, sono sicuramente i dentisti ad essere i meno consultati dai cittadini italiani. Infatti, il 58,4% ha dichiarato di non essersi mai recato in uno studio dentistico nel corso del 2017. L’Italia, per la scarsa frequenza delle cure odontoiatriche si colloca, dunque, tra le prime posizioni nella classifica Eurostat, insieme a gran parte dei Paesi dell’Est Europa (Romania, Bulgaria, Grecia, Ungheria, Polonia).

Il motivo della rinuncia alle cure odontoiatriche è da ricondursi principalmente a ragioni di ordine economico. Secondo i dati Eurostat, che analizzano il peso delle spese mediche sul bilancio familiare, il 39% degli italiani ritiene che le cure dentistiche rappresentino un onere finanziario troppo elevato per le proprie tasche (la media europea si attesta al 17%).

L’Italia è però in vetta a un’altra classifica europea: il 48% dei nostri connazionali ha consultato un chirurgo generale tra una e due volte nell’ultimo anno.
Infine, il report Eurostat mostra che sono soprattutto gli uomini a consultare meno frequentemente i medici sia di famiglia sia i dentisti che i chirurghi.

Research Fellow dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Laureata in Economia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, con una tesi in Finanza Aziendale Internazionale. Successivamente ha conseguito un master di II livello in “Concorrenza, economia della regolamentazione e della valutazione”, presso la medesima università.

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