Edilizia 4.0, efficienza energetica e formazione. Le priorità (al 2024) dei geometri italiani

Articolo
Giulia Palocci

Edilizia 4.0, efficienza energetica, collaborazione con i territori e formazione continua. Sono queste le priorità del nuovo collegio del Consiglio dei geometri e geometri laureati che si è insediato nei giorni scorsi e che rimarrà in carica per cinque anni. La continuità sarà garantita dal presidente uscente Maurizio Savoncelli che è stato confermato al vertice dell’organizzazione mentre a Ezio Piantedosi è stato assegnato il ruolo di vicepresidente e a Enrico Rispoli quello di segretario.

LE PRIORITA’ AL 2024

Oltre ai tradizionali risultati perseguiti dal Consiglio, quali la formazione continua, la qualità delle prestazioni e l’osservanza del codice deontologico professionale, il presidente Savoncelli ha sottolineato come “i futuri obiettivi confermino la volontà di restare tra i protagonisti della filiera dell’edilizia 4.0 che ritiene prioritaria la rigenerazione urbana e l’efficienza energetica“: tutti settori in cui il contributo della categoria potrà essere determinante. Il Consiglio infatti ha anche confermato il suo sostegno al piano presentato dal premier Giuseppe Conte contro il dissesto idrogeologico (il cosiddetto “Proteggi Italia”) e al disegno di legge “Cantiere Ambiente”. Tra le priorità anche la collaborazione tra Collegi territoriali e comuni. A tal proposito – ha affermato ancora il presidente Savoncelli – un forte impulso sarà dato dalla sottoscrizione di convenzioni ad hoc che interesseranno operazioni di censimento, due diligence, efficientamento energetico, attività di regolarizzazione e valorizzazione del patrimonio immobiliare, rafforzando così la sinergia fra pubblico e privato, volta a favorire la coesione sociale e lo sviluppo economico”.

LA LAUREA DEL GEOMETRA

Il tema della formazione rientra tra le priorità dei prossimi cinque anni: dopo le università di Padova, Udine, Bari e delle Marche, anche alla Sapienza di Roma partirà il corso di laurea per geometri in “Costruzioni e gestione ambientale e territoriale“. Già nel 2016, la senatrice del Partito democratico, Simona Flavia Malpezzi, aveva presentato una proposta di legge che prevedeva l’obbligatorietà del diploma di laurea triennale (a sostituzione dell’attuale esame di Stato) e di un tirocinio di almeno 6 mesi effettuato durante il corso di studi. Secondo il presidente Savoncelliquesto obiettivo dovrà doverosamente essere raggiunto, continuando a garantire ai propri iscritti una formazione permanente di eccellenza, unitamente a una riforma del percorso di accesso alla professione che possa permettere ai futuri geometri di entrare nel mondo del lavoro con un bagaglio di conoscenze e abilità allineate alle aspettative della committenza e del cittadino”. L’approvazione di una legge consentirebbe all’Italia di allinearsi ai parametri stabiliti a livello europeo che indicano il possesso di un diploma di laurea triennale come requisito per poter esercitare la professione.

IL CONSIGLIO IN NUMERI

Il nuovo Consiglio si forma nell’anno in cui la professione del geometra festeggia il suo 90° anniversario. Oggi sono circa 97.000 i geometri iscritti all’albo: gli under 30 sono il 10%, di cui il 9% è rappresentato da donne. Un numero in crescita anche grazie ai continui investimenti nel campo dell’educazione e all’offerta formativa caratterizzata da una stretta interconnessione tra scuola e mercato del lavoro. Aumentano anche coloro che portano a termine i corsi di formazione continua, con alcuni casi in cui è stato superato il numero di crediti formativi da raggiungere fissato a 60. I dati forniti dalla Cassa dei geometri rivelano inoltre che, nonostante un decennio di crisi economica, la professione sta riguadagnando terreno sul mercato grazie alla capacità di intercettare i bisogni dei cittadini. Questa tendenza si evince anche dal trend positivo dei redditi di chi esercita questa professione: si è passati dall’1,1% del 2016 al 6,3 nel 2018.

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