Come i fattori ambientali e sociali incidono sulle aspettative di vita. Lo studio dell’Oms

Articolo
Cinzia Aru

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha elaborato la World Health Statistics 2019, un’analisi che consente di ragionare su alcuni aspetti che spesso non vengono presi in considerazione nelle analisi epidemiologiche come, ad esempio, gli impatti che fattori ambientali e sociali possono avere sull’aspettativa di vita e sui dati della mortalità.

Il rapporto mostra che nel 2019 nasceranno oltre 141 milioni di bambini, di cui 73 milioni di sesso maschile e 68 milioni di sesso femminile. I ragazzi vivranno in media 69,8 anni, mentre le ragazze 74,2 anni. Anche l’aspettativa di vita all’età di 60 anni risulta essere a favore delle donne rispetto agli uomini: queste infatti vivranno in media 21,9 anni in più contro i 19 del genere maschile. L’aspettativa di vita globale, combinando i dati di entrambi i sessi, risulta aumentata di 5,5 anni dal 2000 al 2016, passando da 66,5 a 72 anni, mentre il numero di anni che ci si può aspettare di vivere in piena salute è passato da 58,5 a 63,3.

Il rapporto poi esamina le principali cause di morte: gli uomini tendono a morire più delle donne di tumore (5,1 milioni di morti maschili contro 3,8 milioni di morti femminili su un totale di 8,9 milioni nel 2016) e per violenza intenzionale (3,2 milioni di decessi maschili e 1,6 milioni femminili). I decessi in campo neurologico risultano invece maggiori tra le donne – soprattutto per malattie come Alzheimer, Parkinson ed epilessia – con 1,5 milioni di decessi, contro i 990.000 maschili, mentre la mortalità cardiovascolare colpisce entrambi i sessi in egual misura (9 milioni di morti tra gli uomini e 8,8 milioni tra le donne).

Le differenze si osservano inoltre tra Paesi ricchi e poveri, a causa della presenza – o dell’assenza – di numerosi servizi. Nello specifico, mentre in Europa meno dell’1% dei bambini muore prima di aver raggiunto il quinto anno di età, in Africa questo succede a 7 bambini su 100. Nei Paesi a basso reddito una donna su 41 muore per cause materne mentre scende a una su 3.300 nei Paesi con un reddito più alto.

Riflettere su determinanti non biologiche ma sociali consente di analizzare meglio i dati che riguardano numerose malattie. Lo stesso studio si sofferma sul fatto che “where possible, it indicates the roles of sex as a biological determinant, and of gender as a social construct, in accounting for the observed differences”. Patologie come cancro alla cervice o alla prostata sono infatti tipiche del “sex” femminile e maschile, mentre patologie legate alle attività lavorative, che sono “gender-based”, tendono a esporre maggiormente uomini o donne a certi fattori di rischio. Tenere conto di queste differenze, che a oggi collegano gli uomini a un numero maggiore di incidenti stradali, suicidi, omicidi oppure a un maggior ricorso a fumo, alcol e a una minore propensione a curarsi rispetto alle donne, consente di analizzare meglio i dati relativi alle condizioni di salute della popolazione.

Fonti

OMS, World Health Statistics 2019, 2019

Quotidiano Sanità, Più omicidi e suicidi, più incidenti stradali e più fumo e alcol ma pure meno propensione a prevenzione e cure. Anche per questo gli uomini vivono meno delle donne. Il World Health Statistics dell’Oms, 09.04.2019

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