L’inarrestabile crescita del Mercato digitale italiano. I dati Anitec-Assinform

Articolo
Silvia Compagnucci

Mentre l’economia generale rallenta, continua il trend positivo della digitalizzazione in Italia. E’ quanto emerge dai dati pubblicati da Anitec-Assinform che fotografano un mercato digitale altamente dinamico e in fortissimo fermento. Nel 2018 infatti è cresciuto del 2,5% a 70.474 milioni di euro e promette un aumento analogo per il 2019, a 72.222 milioni.

Nel dettaglio, le singole componenti interne al mercato hanno registrato numeri positivi: nel 2018 i contenuti digitali e i digital advertising sono cresciuti del 7,7%, i servizi Ict del 5,1 (con il tasso di crescita più alto degli ultimi anni) e il software e le soluzioni Ict del 7,7%. Dopo il rallentamento degli anni passati, hanno ripreso ad aumentare anche i dispositivi e i sistemi (+2,6%). La stessa ricerca rileva come nel settore Ict il valore aggiunto per addetto sia superiore del 25% a quello degli altri comparti industriali e come il numero medio di addetti per impresa sia del 60% superiore rispetto a quello rilevato per l’intera economia. Anitec-Assinform stima anche una crescita del 2,4% dell’occupazione di professionisti del settore nel biennio 2018-2020. Emerge inoltre la crescente importanza dei digital enabler. Nel 2018 il mobile business ha registrato un incremento del 9,4%, l’IoT del 19,2%, il cloud del 23,6%, la cybersecurity del 12,2%, i dispositivi indossabili del 15,3%, le piattaforme per il web del 13,7%, mentre aumentano gli investimenti nelle applicazioni di intelligenza artificiale, big data e blockchain.

Anche su questi ultimi si concentra la ricerca di Anitec-Assinform. Lo studio, che prende in considerazione il mercato business (imprese e pubblica amministrazione), rivela come nel 2018 ben il 58,7% degli investimenti in Ict siano stati realizzati dalle grandi imprese (oltre 250 addetti), contro il 18,7 delle medie (50-249 addetti) e il 22,6 delle piccole (1-49 addetti), che hanno un peso, in termini di occupazione e pil, proporzionalmente più elevato. Se guardiamo ai tassi di crescita degli investimenti la situazione non cambia e vede primeggiare le grandi imprese con il 4,3%, seguite dalle medie con il 3,8 e dalle piccole con il 2,2.

Si tratta di un dato forse prevedibile ma che assume particolare rilevanza alla luce della decisione del governo di proseguire con l’implementazione del Piano Impresa 4.0. La riduzione delle risorse da destinare ha spostato il focus sulle piccole imprese, che costituiscono il nocciolo duro del nostro sistema economico e hanno più necessità di essere supportate nel difficile e costoso percorso verso la digitalizzazione. Tuttavia non si può sottovalutare che buona parte dell’innovazione è guidata dalle grandi aziende le quali, per non rallentare i propri investimenti e provocare un impatto negativo su tutto il mercato digitale, hanno bisogno di misure di sostegno ad hoc. Allo stesso tempo è indispensabile, per non frenare questo positivo trend di crescita, spingere l’acceleratore sulla digitalizzazione della pubblica amministrazione che certamente può rappresentare un volano di sviluppo forte per l’intero sistema Paese.

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