Mobilità digitale, così la blockchain rivoluzionerà pure l’automotive

Articolo
Domenico Salerno

Il settore dell’automotive è tra i più attivi nello sviluppo e nell’applicazione delle nuove tecnologie. I mezzi di trasporto del futuro saranno sempre più connessi e autonomi e, in questo processo di trasformazione digitale della mobilità, anche la blockchain dovrebbe giocare un ruolo di primo piano. In un nostro precedente articolo avevamo già parlato di come i Big dell’Automotive stessero lavorando sulla Distributed Ledger Technology per migliorare le caratteristiche dei propri prodotti.

Non solo il mondo dei mezzi a quattro ruote si sta muovendo in questa direzione, ma due ingegneri dell’Università Politecnica di Valencia, José Campillo e José Soriano, hanno sviluppato il primo scooter dotato di tecnologia blockchain. Il motociclo, chiamato Ghatto G1, è spinto da un motore elettrico e sfrutta le tecnologie Dlt per archiviare tutti i dati di utilizzo come, ad esempio, i chilometri percorsi e le riparazioni effettuate. Sebbene possa sembrare una cosa di poco conto, in realtà potrebbe conferire a questi mezzi un valore distintivo sul mercato secondario (per non parlare delle potenziali applicazioni in campo assicurativo).

Avere a disposizione dati certi e immutabili sul proprio mezzo di trasporto potrebbe dare, in fase di rivendita, una sorta di garanzia sullo stato reale del veicolo a un potenziale acquirente. Queste sono le stesse motivazioni che hanno ispirato Simone Brighina nella creazione della Motoblockchain. Questa piattaforma permette agli utenti di creare un’identità digitale per la propria moto e caricare tutta la documentazione relativa alla manutenzione, agli accessori aggiunti e ai chilometri percorsi, in modo tale che gli interessati possano conoscere il valore reale del veicolo che vogliono acquistare. Della stessa natura è il progetto VINchain, che si propone di assegnare ai veicoli registrati un numero identificativo (Vehicle Identification Number) al fine di realizzare un registro “distribuito” mondiale dei veicoli usati. Questo sistema sfrutta un dispositivo diagnostico montato sull’auto che trasmette in tempo reale tutto ciò che accade al veicolo, dalle condizioni di usura delle componenti alle prestazioni del motore e il conseguente consumo di carburante. In questo modo i concessionari potranno tenere traccia dello stato del veicolo e avvisare il guidatore di eventuali problemi.

L’utilizzo della blockchain nel settore dei trasporti potrebbe portare anche grandi benefici all’ambiente. Il costruttore cinese di auto, veicoli commerciali, autobus e treni BYD ha creato una piattaforma (in collaborazione con DNV GL e VeChain) che monitora i propri veicoli e assegna dei carbon credit agli autisti che adottano uno stile di guida più ecocompatibile. Il sistema analizza i dati di utilizzo del veicolo e assegna i crediti automaticamente tramite uno smart contract sulla blockchain VeChainThor.

Nato ad Avellino nel 1990. Ha conseguito una laurea triennale in “Economia e gestione delle aziende e dei servizi sanitari” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e successivamente una laurea magistrale in “International Management” presso la LUISS Guido Carli. Al termine del percorso accademico ha frequentato un master in “Export Management & International Business” presso la business school del Sole 24 Ore.

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