L’Italia ha bisogno di più medici. I numeri e le previsioni per i prossimi 15 anni

Articolo
Cinzia Aru
produttiva

Secondo l’Osservatorio Nazionale sulla Salute nelle Regioni Italiane, tra 15 anni il Servizio sanitario nazionale (SSN) perderà complessivamente 56.000 medici a causa dei pensionamenti. Parte del personale non potrà essere rimpiazzata e si creerà un buco di 14.000 unità. Sono questi i dati che emergono dalle proiezioni dell’Osservatorio rese note nel mese di aprile, secondo cui saranno disponibili (solo) 42.000 medici, a fronte dei 56.000 richiesti.

I ricercatori, partendo dall’ipotesi che nell’anno accademico 2019/2020 saranno immatricolati 10.000 studenti, prevedono che circa 8.700 saranno laureati tra 6 anni. In 10 anni si stima che sarà possibile avere 49.000 laureati in medicina e chirurgia, mentre gli specializzati saranno circa 42.000 nel 2034. Secondo le stime dell’Osservatorio, per rimpiazzare i 56.000 medici in 15 anni saranno necessarie 13.500 immatricolazioni in medicina e 11.000 posti di specializzazione.

I dati riferiti al periodo 2013-2016, pubblicati dal Conto annuale della Ragioneria generale dello Stato, mostrano che l’organico del Servizio sanitario nazionale ha subito una contrazione in tutti e quattro gli anni. Nel 2016 è stato registrato infatti un tasso di compensazione del turnover nazionale del 97,2%, a fronte del 76,3 nel 2015 e dell’80,5% nel 2014.

L’Osservatorio descrive le stesse dinamiche per i medici e gli odontoiatri. Il loro numero si è ridotto nel periodo preso in esame: si è passati da 108.271 unità nel 2013 a 105.093 nel 2016, con una contrazione del 2,9%.

Lo studio infine scatta una fotografia della concentrazione del personale sanitario sul territorio nazionale: il Lazio, il Molise e la Lombardia sono le regioni con dotazione minore di medici, rispettivamente con 1,3, 1,4 e 1,4 medici ogni 1.000 abitanti nel 2016. Non sorprende inoltre che le analisi condotte abbiano dimostrato come, nello stesso anno, il 52% del personale medico avesse oltre 55 anni.

L’invecchiamento del personale medico e la carenza di laureati costituiscono due importanti fattori da non sottovalutare per colmare la mancanza di medici sul territorio. E’ necessario considerare prioritariamente questi elementi per evitare di ritrovarsi con un personale sanitario inadeguato a rispondere alla domanda di cura a cui l’Italia dovrebbe far fronte tra 15 anni.

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