L’efficienza energetica alla conquista del mercato immobiliare. Tutti i numeri

Articolo
Giulia Palocci

Efficienza energetica sempre più strategica nel mercato immobiliare: tra il 2017 e il 2018 è aumentato di 6 punti, dal 22 al 28%, il numero degli immobili compravenduti appartenenti alle prime tre classi energetiche (A+, A e B). Un segnale importante per il settore, nonostante la percentuale di edifici che rientrano nelle categorie con consumi più elevati sia ancora alta: oscilla infatti tra il 37 e 46% a seconda della tipologia di abitazione, con un calo di circa il 20% rispetto al 2017. Sono questi alcuni dei dati contenuti nel rapporto su mercato immobiliare ed efficienza energetica 2018 curato dalla Federazione italiana agenti immobiliari professionali (Fiaip), l’Enea e l’Istituto per la Competitività (I-Com) e presentato a Roma. Alla conferenza stampa sono intervenuti il presidente nazionale Fiaip Gian Battista Baccarini, il presidente Enea Federico Testa, il presidente del Centro studi Fiaip Mario Condò de Satriano, il vice presidente I-Com Franco D’Amore, Antonio Disi di ENEA e il public affairs specialist di Adiconsum Luigi Gabriele.

CRESCE LA QUALITA’ ENERGETICA DEGLI EDIFICI

Dal rapporto emerge una sostenuta evoluzione positiva del settore in generale. Oltre alla riduzione delle abitazioni con una bassa classe energetica, il miglioramento è testimoniato da un graduale calo delle loro vendite: nel 2017 oltre il 90% delle case acquistate o vendute rientrava in queste categorie, a fronte dell’80% registrato nel 2018. Un dato, questo, confermato pure dal rapporto tra classe energetica e ubicazione dell’immobile. A eccezione di quelli nelle zone centrali delle città, è cresciuto di ben 6 punti percentuali il numero di proprietà compravendute in possesso della certificazione A+, A e B. Positivi anche i numeri dei nuovi immobili. Secondo il rapporto, ben il 77% delle abitazioni di nuova costruzione rispetta gli standard di efficienza. Si conferma dunque – a eccezione di una brusca battuta d’arresto registrata nel 2017 – il trend degli anni precedenti, complici la necessità di rispettare la normativa che regola le nuove costruzioni e l’esaurimento degli immobili costruiti che, per molto tempo, sono rimasti invenduti. Inoltre, lo studio prende in considerazione il mercato delle strutture in buone condizioni o da ristrutturare: la tendenza in questo caso è più stabile con una percentuale di edifici nelle prime tre classi energetiche che rappresenta rispettivamente l’11 e il 5% del totale.

LA CULTURA DEL RISPARMIO ENERGETICO

Secondo lo studio, il miglioramento della performance sotto il profilo dell’efficienza energetica potrebbe dipendere da diversi fattori: innanzitutto, una maggiore accuratezza delle diagnosi a cui sono sottoposti gli immobili rende più facile valutare le loro caratteristiche. In secondo luogo, sia chi compra sia chi vende ha una maggiore capacità di apprezzare e valorizzare la presenza di un certificato energetico che accompagni la compravendita dell’immobile (oltre il 70%). Tuttavia l’analisi condotta da Fiaip, Enea e I-Com dimostra come la qualità energetica dell’edificio rimanga (purtroppo) tra gli ultimi elementi che influenzano la scelta di acquistare una casa piuttosto che un’altra. Ci sono fattori che hanno un peso molto più rilevante come, ad esempio, l’ubicazione, l’esposizione e la vicinanza ai servizi. La cosiddetta “cultura del risparmio energetico“, in particolare nel settore dell’edilizia, non si è ancora tramutata in una consolidata pratica sociale. E’ necessario che alle leggi e alle direttive europee si affianchino prassi e comportamenti in tal senso.

UN APPROCCIO INNOVATIVO

Infine lo studio propone una serie di interventi per facilitare la nascita di una consapevolezza condivisa dell’importanza della riqualificazione delle abitazioni. Sottolineare il collegamento tra il risparmio energetico e i miglioramenti domestici e ambientali correlati potrebbe essere un buon punto di partenza, insieme a un consolidamento del valore dell’Attestato di prestazione energetica (Ape) e all’introduzione di un unico sistema incentivante. “Visto il notevole peso che il settore degli edifici ha per il conseguimento del target di efficienza energetica negli usi finali di energia del Piano Nazionale Energia e Clima di recente sottoposto dal Governo italiano all’esame della Commissione europea – ha commentato il vicepresidente I-Com Franco D’Amore sarà molto importante intraprendere azioni fortemente innovative volte ad accelerare i progressi fin qui evidenziati dal mercato immobiliare rispetto al tema della qualità energetica degli edifici“.

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