Elezioni, tutto quello che c’è da sapere sul voto che potrebbe cambiare l’Europa


Articolo
Gaia Del Pup
Elezioni europee

Sono più di 51 milioni gli italiani che domenica si recheranno alle urne per le elezioni europee. Dei ventotto Paesi Ue ventuno, Italia compresa, voteranno il 26, quattro – Lettonia, Malta, Repubblica Ceca e Slovacchia – il 25, l’Irlanda oggi mentre i britannici e gli olandesi si sono già espressi ieri. Per i risultati bisognerà comunque attendere il 27 maggio: lo spoglio inizierà in tutti i Paesi, a prescindere dal giorno delle elezioni, alle 23 di domenica.

LE ELEZIONI EUROPEE

Il Parlamento europeo è attualmente composto da 751 membri e la ripartizione dei seggi è regolata dai trattati dell’Unione secondo il criterio di proporzionalità degressiva. Il numero di parlamentari europei è determinato in relazione al numero degli abitanti di ciascuno Stato. In base a questo sistema, i Paesi con la popolazione minore si vedono assegnato un numero di seggi maggiore rispetto a quello che spetterebbe loro con un criterio proporzionale puro. L’Italia è chiamata a eleggere 73 eurodeputati (76 quando la Brexit diventerà effettiva), al pari del Regno Unito, mentre la Germania è il Paese che ne elegge il maggior numero, ben 96 in totale.

IL VOTO IN ITALIA

Il sistema elettorale in Italia è di tipo proporzionale puro ed è regolato dalla legge numero 18 del 1979 poi modificata nel 2009 quando è stata introdotta la soglia di sbarramento al 4%. In pratica, i partiti che non raggiungeranno questa quota rimarranno fuori dal prossimo Parlamento europeo. Tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto diciotto anni entro il 26 maggio e siano iscritti nelle liste elettorali del comune di appartenenza, potranno esprimere la loro preferenza, su un’unica scheda, in relazione alla lista prescelta. Gli elettori potranno esprimere fino a un massimo di tre preferenze per i candidati della lista votata ma con una limitazione: i candidati scelti dovranno essere di sesso diverso altrimenti l’indicazione valida sarà solo la prima. Per le elezioni europee l’Italia viene suddivisa in cinque circoscrizioni elettorali: quella Nord-orientale, composta da Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige, elegge 15 parlamentari mentre 20 spettano a quella Nord-occidentale, di cui fanno parte Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia e Liguria. La circoscrizione del Centro, con Lazio, Umbria, Toscana e Marche, assegna 15 seggi. Tre in meno dei 18 del Sud la cui circoscrizione è formata da Calabria, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Campania e Molise. Infine il voto delle isole, Sicilia e Sardegna, che determinerà l’elezione di 8 parlamentari.

I GRUPPI PARLAMENTARI EUROPEI

I gruppi parlamentari attualmente sono otto, sono transnazionali e si differenziano per affiliazione politica. Ogni eurodeputato, una volta eletto, deve dichiarare il gruppo di appartenenza: non può appartenere a più di un gruppo ma può decidere di non far parte di nessuno di essi. Il più rappresentato attualmente è il Partito Popolare europeo (Ppe) con 217 membri, di cui 14 italiani. Compreso il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani. Il leader della Lega Matteo Salvini invece ha dichiarato di voler unire il gruppo Europa delle Nazioni e delle Libertà con i Conservatori e i Riformisti europei (di cui attualmente fa parte il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia) e con il Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia diretta per dare vita all’Alleanza Europea dei Popoli e delle Nazioni. Non ci dovrebbero essere sorprese per la collocazione del Partito Democratico, storicamente membro del gruppo dei Socialisti, né per +Europa che dovrebbe riconfermare la sua collocazione nell’Alde. Mentre il Movimento 5 Stelle ha reso nota l’intenzione di voler dar vita a un nuovo gruppo per rappresentare le posizioni di chi non si sente affine né alla destra né alla sinistra.

GLI SPITZENKANDIDATEN

Gli Spitzenkandidaten sono i politici di punta dei gruppi parlamentari europei. Il candidato del gruppo che otterrà più seggi in Parlamento sarà favorito per la nomina a presidente della Commissione Europea. La decisione finale spetta comunque al Consiglio europeo con il voto però del Parlamento. Il Partito popolare europeo ha designato, come possibile presidente della Commissione, Manfred Weber, a capo del gruppo dal 2014. Frans Timmermans è invece l’uomo scelto dal Partito dei socialisti europei, attualmente primo vicepresidente della Commissione. L’Alleanza dei Conservatori e Riformisti europei ha designato come candidato principale del partito Jan Zahardil. Una donna invece, Margrethe Vestager, è stata indicata dall’Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l’Europa. E’ donna anche la candidata di punta del Partito europeo dei Verdi, Ske Keller. Il Partito della Sinistra europea, infine, ha designato come candidato alla presidenza Nico Cué, membro del movimento sindacale vallone e internazionale.

Public Affairs e Comunicazione dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Nata a Venezia nel 1986, lavora come istruttrice di vela durante gli anni del liceo e dell’università. Si laurea in giurisprudenza all’Università di Bologna con una tesi in diritto della navigazione.

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