Piattaforme blockchain, ecco la ricetta per un progetto di successo

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Domenico Salerno
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Quali sono le caratteristiche che fanno di una piattaforma blockchain un progetto vincente? Esistono driver in grado di portare al successo i progetti costruiti sulla catena a blocchi? Le tecnologie basate sui registri distribuiti sono ormai diventate una realtà. Nel corso degli ultimi anni sono centinaia le start-up nate in giro per il mondo con l’obiettivo di sviluppare applicazioni sempre più all’avanguardia. L’ecosistema di questa tecnologia sta diventando infatti sempre più maturo e tanti progetti stanno cominciando a fare il proprio esordio sul mercato. Uno dei più noti e di maggior successo degli ultimi anni è quello di Carrefour che, ormai da un anno, ha cominciato a tracciare alcune sue linee di prodotto tramite la catena a blocchi. Il sistema ha avuto un riscontro estremamente positivo da parte degli utenti – stando a quanto hanno dichiarato i vertici della società – e si è tradotto in un incremento delle vendite dei prodotti collegati.

Le caratteristiche fondamentali che una blockchain dovrebbe avere sono essenzialmente tre: la scalabilità, l’interoperabilità e la sostenibilità. La prima può essere definita come la capacità di gestire un numero di transazioni sempre maggiore in un tempo relativamente limitato. Una blockchain estremamente decentralizzata, come quella di bitcoin, anche se sicura, può essere considerata poco sostenibile. Per questo motivo nei contesti aziendali si stanno diffondendo sempre di più le “permissioned” ovvero ibridi tra i sistemi totalmente distribuiti e quelli regolati da autorità centrali. Fondamentale è quindi decidere il giusto grado di decentralizzazione, coerentemente con il progetto che si sta portando avanti.

L’interoperabilità è invece la capacità di scambiare dati con altre piattaforme. Un esempio dell’importanza di questa caratteristica ci è dato dai progetti in fase di sviluppo sponsorizzati dall’Unione europea, come il “My health my data”. La piattaforma deve essere in grado di gestire pacchetti di dati provenienti da fonti diverse e spesso in formati diversi.

L’ultima caratteristica è la sostenibilità, ossia la capacità di gestire le transazioni attraverso una quantità di risorse sostenibile nel tempo. Da questo punto di vista uno dei problemi più urgenti da risolvere (qui un nostro recente articolo in cui parliamo dei alcune perplessità sulla blockchain) è l’enorme dispendio di energia che comporta il raggiungimento di un grande numero di utenti, come per la rete bitcoin. La sostenibilità economica è fondamentale in qualsiasi progetto sia privato che pubblico. Queste caratteristiche, seppur non sufficienti a garantire la sopravvivenza di una piattaforma, sono gli aspetti generali su cui riflettere con attenzione prima di dare il via a qualsiasi progetto che riguardi potenziali applicazioni della tecnologia blockchain.

Research Fellow dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Nato ad Avellino nel 1990. Ha conseguito una laurea triennale in “Economia e gestione delle aziende e dei servizi sanitari” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e successivamente una laurea magistrale in “International Management” presso la LUISS Guido Carli. Al termine del percorso accademico ha frequentato un master in “Export Management & International Business” presso la business school del Sole 24 Ore.

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