Quanto (e come) spendono le famiglie italiane. I dati Istat

Articolo
Cinzia Aru
Famiglie

L’Istituto nazionale di statistica (Istat) ha pubblicato il report che mostra le spese per i consumi delle famiglie nel 2018. Lo scorso anno la stima della spesa media è stata pari a 2.571 euro in valori correnti. Le differenze territoriali si fanno sentire: dopo i 2.866 euro del Nord-Ovest si passa ai 2.783 euro del Nord-Est. Al Centro invece si spende in media 2.723 euro mentre al Sud e nelle isole la cifra si attesta rispettivamente a 2.087 e 2.068 euro. L’abitazione, proprio come nel 2017, risulta essere la voce di spesa maggiore (35,1% della spesa totale), seguita dai prodotti alimentari e dalle bevande analcoliche (18,0%). Per concludere ci sono i trasporti (11,4%).

La spesa media per i generi alimentari e le bevande ha raggiunto i 420 euro mensili. Nello specifico sono stati registrati aumenti rispetto al 2017 per la carne (98 euro mensili, +4,0% rispetto all’anno precedente), il pesce e i prodotti ittici (41 euro mensili, +3,4% sul 2017) e per caffè, tè e cacao (15 euro, +5,0%). La carne costituisce la voce di spesa alimentare più importante in termini di composizione del carrello, pari al 3,8% della spesa totale mentre il pesce raggiunge l’1,6%.

Anche le visite mediche e gli accertamenti diagnostici rappresentano una buona parte delle spese degli italiani. In particolare il rapporto evidenzia come sia proprio questa la voce a cui si tende a rinunciare meno. Tra le famiglie che un anno prima dell’intervista sostenevano già questi esborsi, soltanto il 16,1% ha dichiarato di avere speso di meno (il 10,1 nel Nord, il 17,9 nel Centro e il 24,1 nel Mezzogiorno), mentre il 6,1 dichiara di aver aumentato la spesa sanitaria. L’indagine mostra inoltre che una piccola parte (meno di una su cinque) delle famiglie che un anno prima non sostenevano spese sanitarie, ha dichiarato di aver iniziato a spendere per visite mediche e accertamenti periodici di prevenzione nel 2018.

Le spese sanitarie sono non comprimibili. Favorire dunque un equo accesso ai servizi, quali visite mediche e accertamenti diagnostici, risulta di fondamentale importanza per garantire la buona salute dei cittadini.

 

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