Piani nazionali energia e clima, lo studio I-Com presentato all’assemblea annuale dell’Unione Petrolifera



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Assemblea Annuale Unione Petrolifera. 21 giugno 2019

La decarbonizzazione rappresenta uno dei principali driver delle future politiche energetiche, anche alla luce degli accordi sottoscritti a Parigi nell’ambito della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Ma qual è la tendenza in Europa? E quali dinamiche in atto caratterizzano i comportamenti dei Paesi del Vecchio continente?

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Considerando le performance dei maggiori Stati europei, Germania, Italia e Francia presentano dati migliori rispetto al valore medio continentale. Tutti i Paesi considerati segnalano una dinamica di riduzione dell’intensità di emissioni della propria manifattura. In particolare, la Francia, l’Italia e il Regno Unito evidenziano una diminuzione del rapporto emissioni/valore della produzione compreso tra il 14 e il 18% nel periodo 2012-20172“. Sono questi alcuni dei dati che emergono dallo studio dal titolo “I Piani nazionali Energia e Clima: come quadrare il cerchio tra sostenibilità ambientale e competitività in Europa e in Italia” (qui la nota di sintesi) curato dall’Istituto per la Competitività (I-Com) e presentato lo scorso venerdì 21 giugno in occasione dell’assemblea annuale di Unione petrolifera (Up) dal presidente I-Com Stefano da Empoli.

Il rapporto analizza la strategia europea e italiana dettagliata nelle bozze dei Piani Nazionali Energia e Clima (inviati nei mesi scorsi alla Commissione europea) nel più ampio contesto del quadro internazionale, ma anche delle politiche economiche e industriali. Una considerazione d’insieme è essenziale per non rischiare di porre in essere politiche energetico-ambientali poco utili a raggiungere gli obiettivi di sostenibilità e dannose per la competitività dei sistemi economici. Un’attenzione particolare è dedicata ai settori più aperti al commercio internazionale, più esposti alla concorrenza di altre aree del mondo.

Anche l’industria del petrolio si posiziona in prima linea per contribuire al raggiungimento degli obiettivi globali fissati in ambito climatico. “La sfida ambientale più critica, ovvero quella relativa alla lotta contro i cambiamenti climatici, si può vincere solo se vengono rispettate alcune condizioni“, ha dichiarato il presidente di Unione Petrolifera Claudio Spinaci nel suo intervento di apertura durante l’assemblea dell’associazione che riunisce le principali aziende impegnate nella lavorazione e distribuzione del petrolio. “Con l’integrazione delle varie materie prime e i nuovi processi produttivi, la nostra filiera sarà in grado di abbattere fino all’80-90% le emissioni di agenti clima alteranti, garantendo la disponibilità di combustibili liquidi low carbon in grado di utilizzare le infrastrutture sia logistiche che distributive esistenti“, ha concluso Spinaci.

Nota di sintesi – Studio I-Com

Presentazione Stefano da Empoli – Studio I-Com