Dalle parole ai fatti. Santander lancia il primo bond su blockchain

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Domenico Salerno
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Gli operatori del settore finanziario sono da sempre in prima linea nella sperimentazione di nuove applicazioni per sfruttare la tecnologia blockchain. Attraverso la catena di blocchi le banche potrebbero elaborare più velocemente le transazioni, eliminare gli intermediari e ridurre al minino i costi operativi e di gestione. La società di consulenza Accenture ha condotto in merito un’indagine, pubblicata nel 2016, e ha intervistato trentadue esponenti di banche commerciali negli Stati Uniti, in Canada e in Europa. Dallo studio è emerso che il 90% degli istituti bancari era impegnato nella sperimentazione di applicazioni della tecnologia blockchain. Dalle interviste inoltre si è potuto intendere come le maggiori barriere all’adozione della catena di blocchi nel settore non siano di natura tecnologica, bensì regolatoria.

E’ di pochi giorni fa la notizia che una delle maggiori banche europee, la spagnola Banco Santander, ha deciso di passare dalle parole ai fatti annunciando il lancio del primo bond blockchain end-to-end. Il titolo, dal valore di 20 milioni di dollari, è stato emesso esclusivamente sulla piattaforma digitale e dà diritto a una cedola trimestrale dell’1,98%. Santander Securities Services ha agito come agente tokenizzatore ed è il custode delle chiavi crittografiche, mentre Santander Corporate and Investment Banking (CIB), la divisione globale della banca che supporta i clienti aziendali e istituzionali, ha agito come rivenditore per l’emissione. La banca ha iniziato a lavorare allo sviluppo di questa tecnologia nel 2016 attraverso un centro di ricerca istituito al suo interno. Per questa operazione Santander ha deciso di utilizzare la blockchain opensource di Ethereum, la seconda per ordine di importanza a livello mondiale dopo quella di BitCoin, e si è avvalsa della collaborazione della start-up londinese Nivaura specializzata nello sviluppo di soluzioni innovative per digitalizzare e automatizzare i processi chiave nel mercato dei capitali.

Il direttore finanziario del Banco Santander José García Cantera ha espresso la propria soddisfazione per l’operazione: “Santander è in prima linea nella profonda trasformazione digitale del settore finanziario e questa transazione ne è un esempio”. Ha poi reso noti i prossimi obiettivi della banca: “Vogliamo sfruttare qualsiasi tecnologia in grado di accelerare il processo di digitalizzazione in modo che i nostri clienti prosperino e siano più veloci ed efficienti. E la blockchain è una di quelle tecnologie“.

Grande soddisfazione anche per il capo globale di Santander Corporate & Investment Banking José María Linares, che a margine dell’annuncio ha affermato: “Questo bond emesso utilizzando la blockchain pone Santander all’avanguardia nell’innovazione dei mercati dei capitali e dimostra ai clienti che siamo il miglior partner per supportarli nel loro viaggio digitale“.

Research Fellow dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Nato ad Avellino nel 1990. Ha conseguito una laurea triennale in “Economia e gestione delle aziende e dei servizi sanitari” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e successivamente una laurea magistrale in “International Management” presso la LUISS Guido Carli. Al termine del percorso accademico ha frequentato un master in “Export Management & International Business” presso la business school del Sole 24 Ore.

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