Le difficoltà dell’industria italiana e l’eccezione positiva della farmaceutica. La fotografia dell’Istat

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Eleonora Mazzoni
industria

A settembre il fatturato dell’industria italiana ha registrato un rialzo dello 0,2% su base mensile: il primo segno positivo dopo tre cali di fila in termini congiunturali. Lo ha reso noto l’Istat nella nota diffusa lo scorso 19 novembre. L’incremento interrompe il calo congiunturale (variazione mese su mese) del fatturato dell’industria italiana rilevato nel trimestre precedente.

Tuttavia permane una situazione di debolezza delle vendite dell’industria in senso stretto. Nonostante la crescita rispetto al mese precedente, il terzo trimestre del 2019 è stato caratterizzato da una flessione rispetto a quello che lo ha preceduto (-0,7%) determinata dalla performance negativa della componente interna rispetto alla modesta crescita di quella estera. La debolezza è confermata anche nel confronto annuo: rispetto ai primi tre trimestri del 2018 il fatturato dell’industria è sceso dell’1,6% (dato corretto per gli effetti di calendario). Anche gli ordinativi hanno registrato a settembre un incremento congiunturale dell’1%. Nel terzo trimestre del 2019, invece, la riduzione è stata dell’1,7% rispetto a quello precedente.

Mentre l’indice sul fatturato misura l’andamento nel tempo delle vendite delle imprese industriali a prezzi costanti, ed è rivolto al passato, quello degli ordinativi considera l’andamento del valore delle commesse ricevute e le previsioni delle imprese per farvi fronte. Quest’indicatore, dunque, è anticipatore della produzione e delle future vendite che l’industria si attende. Il fatto che gli ordinativi siano in riduzione su base trimestrale indica in pratica un peggioramento delle aspettative delle imprese rispetto alla produzione e alle vendite future.

Secondo l’Istat, la dinamica congiunturale del fatturato è sintesi di una modesta crescita del mercato interno (+0,4%) e di una lieve riduzione di quello estero (-0,3%). Per gli ordinativi, l’incremento congiunturale rispetto al mese di agosto riflette invece un aumento delle commesse provenienti da entrambi i mercati. Sul mercato interno la crescita è stata dello 0,7% mentre su quello esterno dell’1,5.

L’industria famarceutica fa la parte del leone. E’ proprio questo il comparto che a settembre ha registrato la crescita tendenziale (rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) più rilevante, pari all’8,2% per quanto riguarda il fatturato e al 12,6% per quanto riguarda gli ordinativi. A seguirla il comparto dei prodotti di elettronica e ottica. A registrare invece il calo più significativo è il settore dei mezzi di trasporto (-6,1% per il fatturato su base tendenziale e -20% per gli ordinativi). Un segno, questo, che l’intera area della meccanica e della componentistica continua a patire le difficoltà del settore auto.

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