Tutti pazzi per Tiffany! Soprattutto Bernard Arnault (e Louis Vuitton)


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Gaia Del Pup
tiffany

“Ecco perché mi piace venire da Tiffany per l’atmosfera tranquilla e serena che si respira non per i gioielli, sinceramente a me non piacciono i gioielli, ma solo i diamanti!”. Parola di Holly Golightly, protagonista del film del 1961 Colazione da Tiffany, il capolavoro diretto da Blake Edwards, con Audrey Hepburn e George Peppard, tratto dal romanzo di Truman Capote. A Moët Hennessy Louis Vuitton SE (Lvmh) invece i gioielli piacciono. La società leader mondiale nel settore del lusso ha acquistato per 16,2 miliardi di dollari la gioielleria americana dopo una trattativa sul prezzo delle azioni. Per il gruppo francese guidato da Bernard Arnault questa è la più grande acquisizione di sempre: permetterà una maggiore diversificazione dell’offerta e il rafforzamento della presenza nel settore dei gioielli, che cresce sempre di più.

LE CONSEGUENZE DELL’ACQUISTO

Con un accordo raggiunto per un prezzo di 135 dollari ad azione, il colosso francese del lusso ha aggiunto tra le sue controllate anche la celeberrima casa americana di gioielli. Grazie a questa acquisizione, la più grande nella storia di Lvmh, la società ha aumentato la sua presenza nel settore e sul mercato americano. Tiffany & Co. si andrà ad affiancare agli altri marchi del settore già controllati dal gruppo come Bulgari, Chaumet, Fred, Hublot, Tag Heuer e Zenith. Conclusa la trattativa, durata circa un mese, Arnault ha sottolineato come il settore della gioielleria sia, al momento, un traino negli Stati Uniti ma rappresenti un importante segmento anche in Asia.

IL GRUPPO LVMH

Il gruppo Moët Hennessy Louis Vuitton SE è una multinazionale francese nata nel 1987 dalla fusione di Moët Hennessy, leader mondiale nel settore dei vini e degli alcolici di lusso e Louis Vuitton, famosa casa di moda fondata nel 1854. Lvmh è proprietaria di ben settantacinque marchi tra vini, alcolici, moda, pelletteria, profumi, cosmetici, orologi, gioielli, editoria e distribuzione. La società, quotata alla Borsa di Parigi, è guidata da Bernard Arnault, azionista di maggioranza che ne controlla direttamente il 5% e indirettamente il 42 tramite la Christian Dior SE. L’acquisto di Tiffany ha avuto subito importanti ripercussioni sul valore delle azioni del gruppo francese. Un effetto, questo, che ha permesso ad Arnault di prendere il posto di Bill Gates nella classifica degli uomini più ricchi al mondo.

IL MITO DI TIFFANY

Fondata da Charles Lewis Tiffany e John B. Young a Manatthan, l’azienda apre i battenti nel 1837 con il suo primo negozio a Broadway. Un numero, il 1837, che ricorre spesso nella storia del brand. Come nel codice Pantone che identifica il colore distintivo del marchio, il famoso azzurro Tiffany. Se inizialmente le vendite interessavano gli oggetti più disparati – dalla cancelleria ai gioielli – ben presto il marchio diventa famoso per i diamanti, destinati a essere di lì a poco il prodotto di punta della maison a stelle e strisce. E’ il 1948 quadro il padre di Tiffany viene definito “The King of diamonds”. Amato dalle donne di tutto il mondo, la lista di clienti celebri è molto lunga. Da Abraham Lincoln, che regalò alla moglie una collana di perle in occasione del suo insediamento alla Casa Bianca, a Lady Gaga, che alla serata degli Oscar 2019 ha indossato una collana con il celebre diamante giallo da 128,54 carati. Si tratta di una pietra solitamente esposta nello store Tiffany sulla 5th avenue di New York e usata in precedenza solo due volte: dalla signora Sheldon Whitehouse al Tiffany Ball del 1957 e da Audrey Hepburn nel 1961 per pubblicizzare il film “Colazione da Tiffany”. L’anello di fidanzamento firmato Tiffany resta un sogno per molte nonostante oggi il gioiello più venduto resta il famoso (e più economico) bracciale con il pendente a forma di cuore.

Public Affairs e Comunicazione dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Nata a Venezia nel 1986, lavora come istruttrice di vela durante gli anni del liceo e dell’università. Si laurea in giurisprudenza all’Università di Bologna con una tesi in diritto della navigazione.

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