Cybersecurity, ecco la nuova sfida delle auto connesse

Articolo
Domenico Salerno

L’avvento delle tecnologie digitali e soprattutto dell’intelligenza artificiale nel settore dell’automotive non ha portato esclusivamente innovazioni positive. Sono molti i dubbi che hanno a che fare principalmente con il mondo dell’informatica. A destare le maggiori preoccupazioni sono le questioni legate ai temi di cybersecurity.

Garantire la sicurezza dei veicoli adibiti al trasporto di persone e merci è sempre stato un imperativo per i produttori che adesso sono chiamati ad affrontare questa nuova sfida. La costruzione di un veicolo immune agli attacchi informatici è un lavoro complesso che comincia ancor prima della fase di progettazione. E’ all’interno delle sedi legislative che devono essere decisi gli standard di sicurezza ai quali dovranno rifarsi non solo i costruttori ma tutte le aziende della filiera.

Un esempio di quanto l’attenzione su un singolo componente possa essere fondamentale per la riuscita del progetto ce lo fornisce il sistema Lidar. Le automobili senza conducente, attualmente in fase di sperimentazione, utilizzano sensori che percepiscono gli impulsi provenienti dall’esterno per guidare l’auto. Il sistema Lidar si occupa del telerilevamento, ovvero fornisce al mezzo la capacità di notare la presenza di ostacoli imprevisti sul percorso.

Un attacco hacker potrebbe costringere l’auto a fermarsi o a sterzare bruscamente simulando la presenza di un pedone o di un’interruzione della strada. Testare l’hardware che verrà implementato sui veicoli di nuova generazione è quindi fondamentale per capirne le vulnerabilità e prevenire le possibili minacce derivanti dalle azioni di malintenzionati. A tal proposito è di estrema importanza la condivisione delle esperienze in merito tra le aziende del settore, con il supporto di specialisti nella sicurezza digitale.

Secondo le stime diffuse dall’Osservatorio Autopromotec, entro il 2025 il 70% delle automobili che circoleranno sulle strade europee sarà connesso. E’ per questo motivo che alcune delle principali aziende specializzate in sicurezza informatica hanno deciso di entrare nel settore. Un esempio è il caso della società russa Kaspersky, tra i leader nella cybersecurity a livello mondiale, che ha cominciato a sviluppare prodotti dedicati alla mobilità, soprattutto auto autonome.

Un altro tema di fondamentale importanza è quello legato alla protezione dei dati personali. Le istituzioni internazionali, in questo momento storico legato a grandi scandali internazionali, hanno posto un’attenzione marcata su questo punto. I veicoli intelligenti sono costantemente connessi alla rete con la quale scambiano un’enorme quantità di informazioni. Queste, se da una parte vengono utilizzate per migliorare i servizi proposti all’utente, dall’altra generano un’innegabile e importante questione in materia di privacy, contenendo dati estremamente sensibili come posizioni, percorsi e abitudini degli utilizzatori.

Research Fellow dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Nato ad Avellino nel 1990. Ha conseguito una laurea triennale in “Economia e gestione delle aziende e dei servizi sanitari” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e successivamente una laurea magistrale in “International Management” presso la LUISS Guido Carli. Al termine del percorso accademico ha frequentato un master in “Export Management & International Business” presso la business school del Sole 24 Ore.

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