Auto a guida autonoma, a che punto siamo?

Articolo
Domenico Salerno
Credit: julientromeur

In uno dei nostri ultimi articoli ci siamo occupati dell’ingresso dei big della tecnologia nel settore dell’automotive. Pochi giorni fa la multinazionale nipponica Sony ha presentato al Consumer Electronics Show 2020 (Ces) di Las Vegas la VISION-S, il suo primo prototipo di automobile dotata di sistemi di guida autonoma.

Ma cosa intendiamo esattamente quando parliamo di automobili a guida autonoma? La Society of Automotive Engineers (Sae) ha classificato sei diversi livelli di automazione, che vanno da zero a cinque. Il livello zero identifica i veicoli privi di automazione, ossia tutti quei mezzi che non sono dotati di nessun sistema digitale di supporto alla guida. Il livello uno indica, invece, quelli che, pur non agendo autonomamente, sono dotati di sensori in grado di analizzare le condizioni dell’ambiente circostante e informare il conducente tramite spie o segnali acustici di eventuali ostacoli. Ne sono un esempio gli assistenti di parcheggio. Le automobili appartenenti a questi primi due livelli non possono essere identificate come veicoli autonomi.

Quelli di secondo livello sono i primi a ottenere lo status di automobili dotate di sistemi di guida autonoma. Sono in grado di svolgere in autonomia alcuni comandi basilari. Appartengono a questa categoria, ad esempio, i veicoli dotati di cruise control e di frenata automatica in caso di ostacolo. Nonostante posseggano sistemi che facilitano la vita al pilota, necessitano tuttavia di un costante controllo umano.

Il livello tre, chiamato anche “Conditional driving automation”, include automobili in grado non solo di monitorare l’intero ambiente circostante, ma anche di prendere decisioni basilari senza l’intervento del pilota. I veicoli appartenenti a questo livello possono guidare da soli in brevi tratti e in particolari condizioni. Un esempio? Il traffic jam assist, che consente all’automobile di affrontare in autonomia un ingorgo.

Il quarto livello, anche conosciuto come “High Driving Automation“, è il primo stadio di guida realmente autonoma. I veicoli appartenenti a questa categoria possono affrontare interi percorsi senza l’intervento dell’essere umano. Il limite delle vetture appartenenti a questo livello è che il pilota deve essere in grado di prendere il controllo dell’auto in caso di situazioni particolarmente stressanti. In alcuni casi, i sistemi automatici potrebbero non essere in grado di affrontare situazioni eccessivamente complicate.

Il quinto livello, o “Full Automation”, identifica i veicoli dotati degli stessi sistemi autonomi del caso precedente ma, questa volta, sono in grado di guidare in tutte le condizioni senza l’intervento di un essere umano. Attualmente non esiste nessun prototipo di veicolo riconducibile al livello di automazione cinque. Le vetture più sofisticate in circolazione come, ad esempio, le Tesla, oppure i prototipi della Waymo, raggiungono al massimo il quarto grado.

Research Fellow dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Nato ad Avellino nel 1990. Ha conseguito una laurea triennale in “Economia e gestione delle aziende e dei servizi sanitari” presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore e successivamente una laurea magistrale in “International Management” presso la LUISS Guido Carli. Al termine del percorso accademico ha frequentato un master in “Export Management & International Business” presso la business school del Sole 24 Ore.

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