La lotta al Covid-19 passa (anche) attraverso il monitoraggio degli spostamenti

Articolo
Domenico Salerno
lotta

Si discute ormai da diverse settimane dell’utilità delle applicazioni di monitoraggio nella lotta alla diffusione del Covid-19. Noi dell’Istituto per la Competitività (I-Com) avevamo già affrontato questo argomento in un nostro precedente articolo, illustrando le misure adottate con successo dai tre Paesi asiatici che per primi hanno dovuto affrontare la malattia, ossia Cina, Corea del Sud e Singapore. Negli ultimi giorni sono stati fatti passi avanti in tal senso (anche se con modalità molto differenti) anche in altri Paesi, tra cui l’Italia. Le principali multinazionali della tecnologia hanno deciso di scendere in campo in aiuto degli Stati nella lotta alla pandemia, rendendo disponibili informazioni riguardanti i flussi di movimento delle persone. Conoscere i loro spostamenti è fondamentale nella lotta al Covid-19 poiché consente di ricostruire le possibili vie del contagio e di identificare e contenere tempestivamente eventuali focolai.

Una delle prime a scendere in campo è stata Google, da anni leader nel settore grazie alla sua app di navigazione Google Maps. L’azienda ha deciso di rilasciare report periodici anonimizzati che tengono traccia dei flussi di movimento degli individui su base regionale. Nei documenti sono disponibili informazioni riguardo ai luoghi di interesse maggiormente visitati dagli utenti come supermercati e farmacie. L’impegno dell’azienda nella lotta al virus non si esaurisce solo nella diffusione dei report. Google sta collaborando con un gruppo di epidemiologi, fornendogli un set di dati aggregato e anonimizzato, utile per comprendere e prevedere meglio la diffusione della pandemia.

Sulla stessa lunghezza d’onda si sta muovendo pure Facebook, che ha deciso di potenziare il suo programma riservato alle università e agli istituti no-profit dal titolo “Data for Good” in modo da mettere a disposizione dei ricercatori nuovi strumenti per studiare e prevenire l’evoluzione del numero di contagi.

L’ultima delle Big Tech a intervenire nella lotta alla diffusione del virus è stata Apple, che ha deciso di fornire, similmente alle altre aziende, report contenenti i dati aggregati di mobilità dei suoi utenti divisi per aree geografiche. Tra le informazioni più interessanti reperibili nei documenti dell’azienda fondata da Steve Jobs c’è la modalità di spostamento. E’ disponibile la variazione del volume di persone che si muovono a piedi, in auto e con i mezzi pubblici. Apple e Google hanno inoltre annunciato una collaborazione nello sviluppo di una tecnologia di contact tracing interoperabile da mettere a disposizione di tutti gli sviluppatori che stanno progettando app di monitoraggio utili nella lotta al Covid-19.

Le Big Tech americane non sono le uniche aziende a prodigarsi nella lotta alla diffusione del Covid-19. Anche Enel X e HERE hanno recentemente lanciato la mappa di mobilità “City Analytics”, uno strumento che stima spostamenti e distanze percorse dagli individui su base nazionale, regionale, provinciale e comunale. Inoltre, è in grado di fornire una mappatura dei flussi di mobilità basandosi sull’analisi di dati aggregati provenienti da veicoli connessi e sistemi di navigazione in correlazione con dati di posizionamento provenienti da app per smartphone e open data della pubblica amministrazione.

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