La sfida del 5G per l’Italia di domani

Articolo
Silvia Compagnucci
5G
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Se le reti hanno giocato un ruolo da protagonista durante l’emergenza sanitaria e in particolare nel periodo di lockdown, consentendo lo smart working e l’accesso a servizi importanti come la didattica e la medicina a distanza, la disponibilità di servizi digitali performanti rappresenterà una delle chiavi del successo della fase due e, più in generale, della ripartenza dopo questa pesantissima parentesi di recessione economica.

Il piano del commissario straordinario Vittorio Colao, partendo dalla consapevolezza che il digitale rappresenta una sfida che l’Italia non può permettersi di perdere, ha evidenziato la necessità di mettere in atto un intervento sistematico per ridurre il divario digitale e rendere il Paese totalmente e universalmente connesso, mettendo in campo una serie di azioni mirate ad accelerare la copertura nazionale della rete in fibra e lo sviluppo del 5G. Quest’ultimo, in particolare, potrebbe abilitare straordinarie opportunità e nuovi servizi soprattutto nei verticali industria 4.0, sicurezza pubblica, sanità e trasporti/logistica.
Di tutto questo si è parlato nel corso della terza tavola rotonda virtuale di Telco per l’Italia 2020 dal titolo “5G the new normal: quali casi, quali soluzioni”, organizzata dal Corriere delle Comunicazioni diretto da Mila Fiordalisi che ha visto la partecipazione di aziende ed esperti della materia unanimemente convinti della necessità di rimuovere gli ostacoli allo sviluppo del 5G.

Nel corso dell’interessante dibattito, si è dato conto, da un lato, del positivo impatto dell’emergenza sanitaria sull’utilizzo del canale digitale da parte degli italiani e, dall’altro, della crucialità del ruolo del 5G quale fattore catalizzatore della ripresa. In particolare, si è posta l’attenzione sulle previsioni di Ericsson secondo cui nel 2025, saranno 2,8 miliardi gli utilizzatori di 5G nel mondo, di cui 1 miliardo localizzato in Usa, Cina, Europa e area Asia-Pacifico e sulla straordinaria occasione per il rilancio del Paese e delle piccole e grandi imprese, rappresentata dal Recovery Plan nell’ambito del quale inserire, tra le altre, specifiche azioni 5G oriented. Si è, inoltre, evidenziata la capacità del 5G di favorire l’inclusione e rimuovere le barriere all’accesso alle reti ad alta velocità e ai relativi servizi, di favorire un dialogo serrato tra operatori delle telecomunicazioni, piattaforme e start up innovative e di favorire la conquista, da parte dell’Unione europea, di un ruolo da leader nell’industria 4.0. e nello sviluppo di soluzioni fortemente focalizzate sulla tutela della salute, della sicurezza e della privacy. Valori rispetto ai quali l’Europa ha dimostrato particolare attenzione e sensibilità.

Non c’è dubbio, quindi, che accanto alla fibra il 5G sarà protagonista del presente e del futuro di breve e medio periodo del nostro Paese e che, pertanto, saranno cruciali le decisioni di politica industriale che saranno adottate dai decisori politici nazionali anche in sede di recepimento della normativa europea di cui al Codice europeo delle Comunicazioni elettroniche. Che dello sviluppo infrastrutturale ha fatto uno dei must irrinunciabili per la competitività dell’Unione europea.

Direttore Area Digitale dell'Istituto per la Competitività (I-Com). Laureata in Giurisprudenza presso l’Università di Tor Vergata nel 2006 ha partecipato, nel 2009, al master di II Livello in “Antitrust e Regolazione dei Mercati” presso la facoltà di Economia della medesima università conseguendo il relativo titolo nel 2010, anno in cui ha conseguito l’abilitazione all’esercizio della professione forense.

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