Le ricette del G20 per rispondere alla crisi economica globale

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Giorgia Pelagalli
g20
Credit: Pixabay

Il G20 si aspetta di dover affrontare una recessione aspra, caratterizzata da un elevato grado di incertezza. In occasione del virtual meeting tenutosi lo scorso 18 luglio sotto la presidenza dell’Arabia Saudita, il gruppo ha annunciato di voler rafforzare l’impegno nel contrastare lo shock economico causato dal diffondersi della pandemia da coronavirus con significative manovre di politica monetaria e fiscale. Più in particolare, il gruppo dei 20 sta studiando un piano per il congelamento dei debiti dei Paesi più bisognosi colpiti dal Covid, specialmente in virtù dei possibili rischi ribassisti che minacciano di lasciare una cicatrice indelebile nell’attività economica mondiale.

Il forum, che accoglie la partecipazione di leader, ministri delle Finanze e governatori delle banche centrali, è tra le istituzioni più rappresentative della cooperazione internazionale sui temi finanziari e socio-economici. Dal momento che i Paesi coinvolti rappresentano circa l’80% del prodotto interno lordo globale, due terzi della popolazione del pianeta e tre quarti del commercio internazionale, si intuisce l’importanza del coordinamento di queste potenze. Specialmente nella contingenza storica attuale che, secondo le stime di giugno del Fondo monetario internazionale, porterà nell’anno corrente a una contrazione della crescita economica mondiale del 4,9%.

I Paesi del G20, insieme all’adozione di misure di contenimento del contagio che ne hanno parzialmente bloccato – o comunque rallentato – le dinamiche produttive, hanno messo in atto azioni economiche di sostegno alla crescita. Il Fmi stima che, in totale, il sostegno fiscale ammonti a circa diecimila miliardi di dollari, cifra a cui vanno aggiunte politiche monetarie accomodanti. A tal riguardo, si pensi all’abbassamento dei tassi di interesse, che da fine febbraio 2020 sono scesi di 133 punti base in media per i membri del gruppo. In aggiunta, le 20 super potenze hanno adottato lo scorso aprile un Action Plan in cui si sottolinea l’importanza di una strategia condivisa di risposta economica e finanziaria e che mette al primo posto il tema della salute. La spesa sanitaria è aumentata di 400 miliardi dollari per i Paesi del G20, un incremento che rappresenta in media l’1% del Pil delle economie avanzate e lo 0,3% dei Paesi emergenti partecipanti al forum.

Tra le tematiche di maggior rilievo da dover affrontare, la direttrice generale del Fondo, Kristalina Georgieva, ha osservato in un suo blogpost il peso della contrazione delle dinamiche occupazionali, il crescente numero dei fallimenti d’impresa e il pericolo a cui è sottoposto il capitale umano: a causa del coronavirus, circa un miliardo di studenti di 162 Paesi ha interrotto il proprio percorso d’istruzione. Tutti questi elementi rischiano di far aumentare il livello di povertà e disuguaglianza nel pianeta, riducendo le possibilità di accesso al mondo del lavoro per i giovani e svelando le mancanze del sistema sanitario globale.

È proprio nell’ottica del sostegno alla ripresa che il G20 ha annunciato di voler prolungare fino alla seconda metà dell’anno l’orizzonte temporale per il pagamento dei debiti da parte dei Paesi maggiormente colpiti dalla pandemia. La proposta di estensione dell’iniziativa per la sospensione di pagamenti sui debiti (Debt Service Suspension InitiativeDSSI -) ha interessato, al 18 luglio, ben 42 Stati che in totale hanno fatto richiesta di dilazione per un ammontare di circa 5,3 miliardi di dollari in servizi di debito. Parallelamente, il Fondo monetario e la Banca Mondiale hanno proposto un sistema per controllare la qualità e la trasparenza dei dati sui prestiti, mentre i creditori bilaterali e le banche di sviluppo multilaterali sono stati invitati a proseguire l’impegno sottoscritto con la DSSI anche proteggendo i rating e i finanziamenti a basso costo. “Dobbiamo unirci per aiutare le economie più povere e vulnerabili“, ha dichiarato Georgieva alla fine del virtual meeting. E ha poi concluso: “L’iniziativa del G20 per la sospensione del servizio del debito è stata lodevole e spero che si prenda in considerazione la possibilità di estenderla“.

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