L’Italia alla riforma del sistema sanitario. Le proposte in campo

Articolo
Maria Rosaria Della Porta
sistema sanitario
Credit: StockSnap/Pixabay

Con le risorse del Recovery Fund in arrivo dall’Europa – ma ci vorrà ancora parecchio tempo perché i fondi vengano effettivamente erogati -, l’Italia si prepara alla riforma del proprio sistema sanitario. Proprio in queste settimane i tavoli tecnici istituiti dal ministero della Salute lavorano a oltre 20 dossier per un ammontare complessivo di circa 68 miliardi di euro. I progetti, che dovranno essere realizzati entro i prossimi 5 anni, andranno, tra le altre cose, a migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria (soprattutto quella territoriale), rafforzare la capacità ricettiva del sistema ospedaliero e completare il processo di digitalizzazione, promuovendo la diffusione del Fascicolo Sanitario Elettronico e della telemedicina.

Nello specifico – così come si legge in un articolo pubblicato su Quotidiano Sanità – 1,15 miliardi di euro saranno destinati alla riforma della sanità territoriale. In questo senso saranno definiti nuovi standard in grado di consentire una maggiore integrazione dell’assistenza sul territorio con quella ospedaliera. Il paziente sarà seguito in tutto il suo percorso di cura e sarà garantita allo stesso tempo la sostenibilità dell’intero sistema sanitario, fortemente provato dall’emergenza Covid-19.

Importanti investimenti, inoltre, saranno indirizzati alle cure domiciliari. Si parla, nel dettaglio, di 2,5 miliardi di euro per il progetto “Casa digitale” e 5 miliardi per quello intitolato “Case di comunità”. Il primo in sostanza prevede la realizzazione di interventi per la riorganizzazione e la gestione dei servizi di cure domiciliari integrate attraverso l’utilizzo delle tecnologie digitali, in particolare l’intelligenza artificiale, e intende perseguire tre principali obiettivi: prima di tutto monitorare i pazienti ed effettuare le diagnosi a distanza, favorendo un’assistenza continuata e continuativa a domicilio del paziente, in secondo luogo affrontare le cronicità e i diversi aspetti a essa connessi in maniera molto precisa, puntuale e mirata e, infine, alimentare un data set di informazioni prezioso per la messa a punto di modelli predittivi utili alla previsione di scenari futuri.

L’altro programma, invece, intende implementare su tutto il territorio nazionale strutture definite, appunto, Case di comunità, in cui medici e professionisti del sociale possano essere un punto di riferimento per i cittadini, attraverso la garanzia dell’accesso alle cure e della presa in carico.

Altri 4 miliardi saranno spesi, invece, per i presidi a degenza temporanea, che dovranno ricoprire una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero mentre 1,5 miliardi di euro serviranno per superare le attuali carenze del sistema delle Residenze sanitarie assistenziali (Rsa).

Cospicue somme saranno poi destinate alla digitalizzazione della sanità e alla formazione del personale. Nello specifico, 1,5 miliardi di euro saranno investiti solo nel Fascicolo Sanitario Elettronico e nel potenziamento della capacità di raccolta, elaborazione e analisi delle informazioni relative ai cittadini. Mentre circa 2,7 miliardi saranno spesi per la formazione e per lo sviluppo delle competenze tecnico-professionali, digitali e manageriali dei professionisti del settore.

Altri progetti al vaglio dei tecnici riguardano il contrasto alla povertà e il rafforzamento della medicina scolastica nonché iniziative a vantaggio delle persone con disturbi mentali e il rafforzamento della rete consultoriale.

Infine, per l’edilizia sanitaria è previsto un investimento di oltre 34 miliardi di euro mentre alle iniziative per l’accesso alle cure e per il contrasto alla migrazione sanitaria saranno messi a disposizione ulteriori 3 miliardi.

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