Digital Services Act, le proposte del Parlamento Ue alla Commissione

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Arianna Fantesini
Digital
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Regole più severe per combattere i contenuti illegali online, Internet più sicuro per i consumatori e salvaguardia dei diritti fondamentali online. Sono questi i punti principali delle risoluzioni approvate dal Parlamento europeo con cui si invita la Commissione ad affrontare e colmare le attuali carenze dell’ambiente dei servizi digitali all’interno del Digital Services Act (DSA), che sarà presentato a dicembre.

Le attuali regole europee in materia sono rimaste in gran parte immutate dalla direttiva e-Commerce del 2000. Con il prossimo pacchetto, l’Unione europea aspira da una parte a strutturare l’economia digitale a livello europeo mentre dall’altra a definire gli standard per il resto del mondo.

In questo senso il Parlamento ha chiesto che tutti i fornitori stabiliti in Paesi terzi siano vincolati a rispettare le norme del Digital Services Act quando i loro servizi siano rivolti anche ai consumatori o agli utenti all’interno dell’Unione europea. Dovrebbe essere quindi istituito un meccanismo che permetta agli utenti di notificare agli intermediari online contenuti o attività potenzialmente illegali. Attraverso questo sistema gli intermediari avrebbero la possibilità di reagire in modo più rapido e trasparente alle attività intraprese e segnalate. Inoltre, i parlamentari hanno proposto che l’applicazione delle misure per la moderazione dei contenuti venga applicata esclusivamente per quelli illegali secondo la definizione del diritto comunitario o nazionale, senza estenderlo anche a quelli meramente dannosi. Si è ricordato che il quadro legislativo di riferimento dovrebbe includere obblighi proporzionati per tutti i settori e tutte le imprese, comprese le start-up. Infine, gli utenti dovrebbero avere la possibilità di chiedere un risarcimento attraverso un organo nazionale di risoluzione delle controversie. I parlamentari hanno sottolineato che l’unico organo competente a esprimere un giudizio di legittimità dei contenuti non dovrebbe essere l’impresa privata ma, al contrario, la magistratura indipendente.

Un altro punto che dovrebbe essere considerato è l’alfabetizzazione mediatica e digitale degli utenti per la prevenzione della diffusione di contenuti dannosi e basati sulla disinformazione. Come ha anche sottolineato l’europarlamentare Alex Agius Salibal’orientamento del futuro DSA dovrebbe combinare il principio ‘ciò che è illegale offline è illegale online’ con le garanzie di protezione dei consumatori e sicurezza degli utenti“. Inoltre, il Parlamento ha chiesto l’introduzione del principio “conosci il tuo partner commerciale“: le piattaforme dovrebbero controllare le imprese che utilizzano fraudolentemente i loro servizi per vendere prodotti illegali e non sicuri.

Gli eurodeputati hanno suggerito alla Commissione di introdurre un quadro normativo che sia in grado di garantire agli utenti un maggiore controllo su ciò che vedono online, compresa la possibilità di rinunciare del tutto alla personalizzazione dei contenuti. Si chiede in questo senso una regolamentazione più rigorosa della pubblicità personalizzata, così da favorire forme di informazione commerciale meno intrusive e che non dipendano dall’interazione precedente dell’utente con i contenuti. In questo senso, il Digital Services Act dovrebbe anche prevedere il diritto di utilizzare i servizi digitali in forma anonima, ove possibile. Infine, la Commissione dovrebbe valutare la possibilità di creare un’entità europea per il controllo e le ammende.

L’importanza di mantenere prioritario il dibattito sul tema dei servizi digitali (anche se molto tecnico) è stata sottolineata dall’europarlamentare Kris Peeters, il quale ha aggiunto: “La sfida più difficile che abbiamo di fronte a noi è trovare l’equilibrio tra il progresso digitale e il rispetto dei diritti fondamentali“.

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