I tumori in Italia nel 2020. Le più colpite sono le donne

Articolo
Maria Rosaria Della Porta
Tumori
Foto di Sasin Tipchai da Pixabay

Si stima che, nel 2020, in Italia saranno diagnosticati circa 377.000 nuovi casi di tumore: 195.000 negli uomini e 182.000 nelle donne. In particolare, crescono le neoplasie maligne a carico delle donne: 7.000 casi in più rispetto al 2019 (erano 175.000). Diminuiscono, invece, negli uomini rispetto all’anno scorso, in cui le diagnosi di tumore maligno erano 196.000.

I cinque tumori più diagnosticati sono il carcinoma della mammella (54.976, pari al 14,6% di tutte le nuove diagnosi), seguito dal colon-retto (43.702), polmone (40.882), prostata (36.074) e vescica (25.492).

Sono questi i dati principali rilevati nella decima edizione del rapporto “I numeri del cancro in Italia” a cura dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), dell’Associazione Italiana Registri Tumori (Airtum) e della Società Italiana di Anatomia Patologica e di Citologia Diagnostica (Siapec-Iap) e presentato lo scorso ottobre presso l’Istituto Superiore di Sanità.

Tra i tumori in aumento, i melanomi hanno registrato il maggior incremento medio annuale, negli uomini (+8,8% in totale, +9,1% negli over 70) come nelle donne (+7,1% in totale, +7,6% nelle under 50) e in tutte le fasce di età. Un peso rilevante nell’incidenza del melanoma è sicuramente da attribuire all’impiego di lampade abbronzanti a raggi UV, particolarmente diffuse nei primi anni del millennio soprattutto tra la popolazione più giovane. Si sottolinea però che la prevenzione e le moderne terapie disponibili hanno modificato la sopravvivenza a 5 anni per tale patologia, con un aumento di circa il 15% negli ultimi decenni.

Considerando la sola popolazione femminile, il tumore alla mammella continua ad essere la neoplasia più frequente, con 54.976 nuove diagnosi stimate per il 2020 (il 30,3% di tutti i tumori femminili) ed evidenzia l’incremento più evidente nella fascia d’età sotto i 50 anni (+1,6% medio annuo). Seguono il tumore del colon-retto (11,2% di tutte le diagnosi), del polmone (7,3%), della tiroide (5,4%), dell’endometrio (4,6%).

Il tumore della prostata è, invece, la neoplasia più frequente diagnosticata negli uomini italiani, 36.074 nuove diagnosi che rappresentano il 18,5% di tutti i tumori maschili. Seguono il tumore del polmone (14,1% dei casi maschili), del colon-retto (12,0%), della vescica (10,5%) e del rene (4,6%).

In particolare, nel sesso femminile preoccupa molto la crescita del carcinoma polmonare (+3,4% medio annuo) dovuta principalmente al fumo di sigaretta, abitudine purtroppo molto diffusa nelle donne italiane e principale fattore di rischio oncologico.

Contrariamente negli uomini, si evidenzia un calo dell’incidenza dei tumori del polmone, con un picco di diminuzione pari al -6,2% nella fascia 50-69 anni. Esso rappresenta – come si legge nel rapporto – un indubbio successo delle campagne anti fumo di tabacco per la prevenzione dei tumori (e delle altre malattie causate dal fumo) e uno stimolo a implementarle con lo stesso impegno nelle donne, tra le quali appunto l’incidenza del tumore del polmone è ancora in aumento.

Particolarmente rilevante appare anche il caso del colon-retto, in cui risulta evidente l’effetto dei programmi di screening in entrambi i sessi in grado, oltre che di individuare tumori in stadio iniziale, di rimuovere lesioni polipoidi precancerose e impedire quindi l’insorgenza di tali neoplasie. Nel 2020 i tassi di incidenza di questa neoplasia sono in diminuzione del 20% rispetto al picco del 2013.

Questo importante dato sottolinea, dunque, il ruolo fondamentale della prevenzione che unitamente alle terapie innovative determina un complessivo aumento delle persone vive dopo una diagnosi. Nel 2020, si stima siano circa 3,6 milioni gli italiani che vivono dopo una diagnosi di tumore, con un aumento del 37% rispetto a 10 anni fa, rappresentando il 5,7% dell’intera popolazione e almeno un paziente su quattro torna ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale e può considerarsi guarito.

Si sottolinea, infine, la riduzione dei tassi di mortalità per tutti i tumori in entrambi i sessi (-6% nei maschi, -4% nelle femmine) con riduzioni ancor più marcate nel caso dei tumori della prostata (-15,6% rispetto al 2015), vescicali e leucemie (-9,8% e -3,9%, rispettivamente). In controtendenza il tasso di mortalità per il tumore polmonare nelle donne, che appare in incremento del 5,2% (nei maschi si riduce invece dell’11,2%) e che evidenzia ancora di più il lavoro che deve essere svolto in termini di campagne di prevenzione primaria e di sensibilizzazione della popolazione.

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