Il 5G per rilanciare l’Italia in sicurezza

Studio I-Com
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Il 5g per rilanciare l’Italia in sicurezza“. E’ questo il titolo dello studio presentato in occasione del convegno del nostro Osservatorio sulla sicurezza del 5G. La permanenza forzata dei cittadini nelle proprie abitazioni causata dal Covid-19 ha avuto effetti notevoli sul sistema nazionale di telecomunicazione, determinando un aumento esponenziale del traffico dati soprattutto per via della fruizione dei contenuti di streaming video, dell’utilizzo di piattaforme videoludiche, oltre che per il massiccio ricorso da parte delle aziende allo smart working e alla formazione a distanza per gli studenti. Se diversi studi, tra cui lo stesso monitoraggio del traffico effettuato dall’Agcom, hanno mostrato chiaramente la correlazione tra l’entrata in vigore delle disposizioni atte a limitare la mobilità dei cittadini italiani e l’aumento del traffico di rete, dal punto di vista della resilienza, la rete nazionale è comunque riuscita a gestire il sovraccarico senza recare grandi disagi all’utenza. È tuttavia necessario, anche alla luce delle recenti ricadute in termini di inondamento della curva dei contagi, non rallentare lo sforzo in termini di investimenti sulle infrastrutturazioni di rete. Questo discorso appare ancor più valido in ottica 5G. L’infrastrutturazione delle nuove reti può infatti giocare un ruolo fondamentale in un orizzonte di medio-lungo termine per la ripresa nazionale dopo il crollo dovuto al Covid-19 e alle limitazioni che ne sono conseguite e che ne potrebbero ulteriormente conseguire.

Il nuovo standard di trasmissione costituisce un’importante opportunità di sviluppo e crescita a livello planetario, in particolare per la sua capacità di abilitare applicazioni avanzate proprie dell’Internet of Things. GSMA stima che le reti 5G porteranno un contributo all’economia mondiale di circa $ 2,2 trilioni tra il 2024 e il 2034, una crescita trainata da utilities e manifattura (33%), servizi professionali e finanziari (30%), servizi pubblici (16%), Ict e commercio (14%). Per quanto riguarda le singole aree geografiche, le stime indicano che la crescita maggiore interesserà gli Stati Uniti (oltre $ 650 miliardi), seguiti da Europa ($ 480 miliardi) e Cina ($ 460 miliardi).