Ossigeno medicinale, le rassicurazioni di Aifa, Federfarma e Assogastecnici

Articolo
Maria Vittoria Di Sangro

Non c’è nessuna carenza di ossigeno medicinale“. È quanto precisato dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Assogastecnici e Federfarma, dopo le recenti notizie sulla mancanza di ossigeno in alcune aree del territorio nazionale e, più in generale, sulle forniture alle strutture ospedaliere e ai pazienti serviti a domicilio.

L’ossigeno medicinale è un farmaco essenziale nei protocolli di cura per il trattamento sia per i pazienti affetti da Sars-CoV-2, per far fronte alle gravi insufficienze respiratorie causate dal virus, che per i pazienti affetti da altre patologie.

Aifa, Assogastecnici e Federfarma hanno pubblicato un comunicato stampa in cui hanno affermato che non c’è alcun rischio di una carenza di ossigeno medicinale.

Ad oggi, secondo Aifa, Federfarma e Assogastecnici, l’ossigeno medicinale è prodotto in quantità elevate da un vasto numero di officine farmaceutiche, che si occupano sia della produzione primaria (cioè della materia prima), sia della produzione secondaria (ossia della realizzazione di bombole e contenitori criogenici).

Dal comunicato è emerso quindi che l’elevata domanda di ossigeno è supportata da una rete produttiva in grado di garantire una rilevante disponibilità e una distribuzione costante e capillare. Inoltre, Aifa ha tenuto a sottolineare che, nel tempo, ha supportato questo sforzo attraverso alcune “deroghe regolatorie“ che, nel rispetto dei requisiti di qualità e sicurezza, hanno permesso di garantire la continuità delle attività produttive.

Per quanto il comunicato sia volto a rassicurare la popolazione che non vi è alcun rischio di carenza del medicinale, Aifa ha segnalato la “potenziale criticità” legata all’aumento esponenziale della domanda di bombole e contenitori criogenici, soprattutto nelle zone più colpite dall’epidemia. Viene quindi sottolineata l’importanza di una corretta comunicazione ai cittadini, in quanto falsi allarmismi potrebbero indurre nella popolazione comportamenti controproducenti come, ad esempio, quello di non restituire le bombole vuote alla farmacia per paura di perderne la disponibilità nel momento del bisogno.

Nonostante sia stata individuata la potenziale criticità legata alla carenza di contenitori criogenici e delle bombole, Aifa, Assogastecnici e Federfarma hanno evidenziato come già nel corso della prima fase dell’emergenza siano state attuate soluzioni in grado di ovviare, almeno in parte, al problema della loro disponibilità attraverso, ad esempio, l’erogazione della terapia con ossigeno servito grazie a un serbatoio di ossigeno liquido e all’allestimento da parte dell’azienda fornitrice di un sistema di distribuzione centralizzato.

Parallelamente ad Aifa, Federfarma ha ribadito il massimo impegno da parte delle farmacie italiane nel garantire la sanificazione e la pronta disponibilità delle bombole da riconsegnare: la federazione ha già avviato una campagna di sensibilizzazione attraverso le farmacie, mirata a promuovere la restituzione delle bombole e dei contenitori non utilizzati.

Nel comunicato, è stato confermato ancora una volta un impegno costante, rafforzato in questa fase di emergenza attraverso l’organizzazione di riunioni operative regolari, con il fine di individuare e supportare ogni soluzione che possa rivelarsi utile nel garantire a tutti i cittadini l’accesso alle cure necessarie.

La possibilità di scongiurare il verificarsi di situazioni che aggravino il quadro emergenziale attuale è pertanto legata al senso di responsabilità individuale: la consegna presso le farmacie delle bombole non utilizzate, che una volta sanificate potranno essere destinate alla cura di altri pazienti, come viene ricordato da Aifa, è “un dovere dal quale nessuno in questo momento può esimersi“.

Ancora una volta, la pandemia da Sars-CoV-2 ci ricorda non solo quanto sia necessario adottare una condotta di estrema responsabilità personale, ma anche di gestire responsabilmente i flussi informativi per evitare di innescare istinti che potrebbero compromettere ulteriormente il quadro emergenziale. La collaborazione è oggi più che mai indispensabile.

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